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Come tagliare il costo mensile di un figlio senza fargli mancare nulla

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Il costo mensile di un figlio può essere elevato ma ci sono modi per ridurlo, anche notevolmente, pur senza fargli mancare nulla

costo figlio

Il costo mensile di un figlio varia molto a seconda della sua età: è più corposo da neonato dovendo far fronte a spese come pannolini, latte in polvere, passeggino e trio, e via via diminuisce (anche se durante la scuola materna va calcolata la retta dell’asilo, non essendo questo ordine di scuole paritarie, e quindi “passate” gratuitamente dallo stato), per poi tornare a salire più ci si avvicina all’adolescenza.

Possono essere utili comunque alcune dritte per tagliare una serie di costi mensili.

Prima regola: evitare spese inutili

Magari appena vi arriva un figlio sarete psicologicamente un po’ destabilizzati: ma sanificare ogni stanza, sterilizzare ogni cosa sono quei tipici atteggiamenti da neogenitori che col passare del tempo si perdono.
Quindi un megasterilizzatore può essere una spesa poco sensata, così come una bilancia elettronica pesabebè (se serve lo pesa il pediatra o potete pesarlo in farmacia in ogni momento), avere 50 biberon o 100 tutine 0, quando vostro figlio cresce con la rapidità delle foglie in primavera, continuare a comprare compulsivamente scarpe quando muta di numero ogni due mesi, non è proprio intelligente.

Lo scambio e i gruppi d’acquisto

Fare rete: utilizzare i contatti con gli amici e i genitori di bambini della stessa età o di età diverse. Potrete scambiare la bici senza pedali con quella con i pedali del fratellino dell’amico, passarvi gli abiti ancora utilizzabili, scambiare passeggini e seggiolini auto, ma anche pacchi di pannolini inutilizzati, mobilio di casa, marsupio, sacco mamma, giocattoli.

È notevolissimo il risparmio che si può realizzare semplicemente “alzando le orecchie” e dandosi una mano con conoscenti e amici. Apritevi un gruppo WhatsApp dedicato o una pagina Facebook di scambio e baratto, geolocalizzata nella vostra zona, o utilizzate i tanti portali di compravendita e baratto e vedrete che dovrete comprare veramente pochissime cose per i vostri nuovi arrivati.

Per quanto riguarda i gruppi di acquisto: ne esistono parecchi in Italia: sono gruppi di consumatori che si radunano localmente o si ritrovano sul Web per acquistare insieme grossi quantitativi di cibo ma anche automobili, elettrodomestici, attrezzature, servizi e spuntare quindi prezzi migliori rispetto a quanto potrebbero avere i singoli.

Niente parrucchiere, tagliare i capelli a casa

Una piccola spesa, ma evitabile: ci sono numerosi tagliacapelli elettrici, con misure modulabili, che hanno un’ottima resa finale. Chiaramente i capelli resteranno sempre ad una lunghezza ridotta e l’opzione non è verosimilmente applicabile per le bimbe grandi… Anche “spuntare” da soli frange o le punte di lunghe chiome non è però così difficile!

Niente prodotti usa e getta e stoviglie di plastica che non si rompe

Usare pannolini lavabili al posto di quelli classici usa e getta, bandire le salviettine e sostituirle con un normale bagnetto, cancellare i fazzoletti e i tovaglioli usa e getta per i vecchi fazzoletti e tovaglioli di stoffa. Ne guadagnerà il portafoglio (e anche l’ambiente).

Altra buona soluzione è quella di introdurre posate, bicchieri, piattini di plastica: non sarà il massimo dal punto di vista estetico ma è funzionale. Non parliamo dei classici prodotti usa e getta (vedi sopra) ma di stoviglie e posate di plastica resistenti (si trovano in ogni negozio anche di prodotti a 1 euro), che non si rompono, si riutilizzano a lungo nel tempo e sono anche divertenti per feste e compleanni.

Giocattoli fai da te

Non si parla di costringere i nostri bambini a vivere come se i giocattoli “commerciali” non esistessero. Ma è divertente, soddisfacente ed economico costruire da sé, con l’aiuto del nonno o dei genitori e utilizzando materiali di recupero, archi, canne da pesca, casette sull’albero, attrezzi, strutture, manufatti di ogni genere. Non temete di sporcarvi con l’argilla, incollarvi i vestiti o trovarvi qualche scheggia di legno nelle mani: è gratis, è istruttivo ed è divertente.

Attività organizzate fra amici

L’offerta di attività sportive, artistiche, laboratori è fortunatamente molto ampia per i bambini, ma spesso costa molto (iscrizione, rate, materiali…) e qualche volta i ragazzi hanno solo voglia di fare un esperimento che non necessariamente gli interesserà ripetere per l’intero anno. Gli piace il rugby? Avrete almeno un conoscente che conosca lo sport a sufficienza per organizzare, ogni tanto, un pomeriggio con qualche amichetto in un comune prato, in cambio di un piccolo contributo o di uno scambio. Ha la curiosità della batteria? Potrà provare qualche lezione (regolarmente pagata o retribuita con un baratto fra amici) senza per forza essere iscritto per sei mesi in una scuola strutturata.
Ancora una volta il suggerimento è quello di fare rete e scambiare reciprocamente le competenze di mamme e papà. Per il resto, provate tutti gli open day, le lezioni di prova gratuite, i laboratori una tantum che trovate e avrete riempito svariati pomeriggi in modo divertente ed economico.

Quando vanno a scuola optare per il trasporto condiviso

Per i figli in età scolare spesso la scuola non è sotto casa: se esistono soluzioni a basso costo come ricorrere ai mezzi pubblici però un taglio notevole di questo capitolo di spesa può arrivare dal car pooling, cioè dall’utilizzo di una sola macchina per piccoli gruppi di studenti. Se si calcola di fare il tragitto casa-scuola con 4 persone, e alternare l’utilizzo delle auto di 4 genitori al mese, il costo finale diventa il 25% di quello che si spenderebbe portando il figlio da soli.

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