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Consigli per gestire una famiglia numerosa tra soldi e vita privata

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Gestire una famiglia numerosa o allargata può essere complicato: alcuni consigli per risparmiare e ottimizzare tempi e spazio.

famiglia numerosa

Pro e contro di una famiglia numerosa: per molti il sogno è avere figli, averne tanti, costruire un ampio nido che sia simile alle tribù che animavano i nostri paesi con schiere di pargoli che potevano facilmente abbattere anche la soglia della decina. Per altri invece il figlio è quasi un tabù: la famiglia resta quella composta dalla coppia e al limite da un solo erede.

Ovviamente a influenzare la scelta ci sono questioni economiche, oltre che quelle legate alle legittime aspirazioni dei genitori. Ma per il primo tipo di famiglie la vita pratica di tutti i giorni può diventare complicata (o semplicemente va ben organizzata).

Famiglia numerosa con tre figli? E se sono ancora di più?

Possiamo forse tracciare un limite quantitativo al concetto di famiglia numerosa? La coppia di genitori con tre figli, che rimane dunque entro i 5 componenti, può rientrare, per così dire, ancora nella “normalità” in termini di gestione; oltre inizia ad esserci qualche complicazione.

Primo esempio: l’automobile: i 5 posti non sono più sufficienti e se già con due figli piccoli con due seggiolini si è praticamente full (tenete conto che occupano una larghezza tendenzialmente più ampia di un posto-persona “classico”) con 3-4 figli inizia ad essere necessario passare alla famigliare, al monovolume, ai furgonati con 6-9 posti. E iniziano le spese.

Vedi anche: Figli piccoli e lavoro come distribuisco il mio tempo

Addio sonno, addio vita privata. O forse no

Il cambiamento di ruoli e di “tempi” nella vita che introduce l’arrivo di un figlio è, chiaramente, moltiplicato dall’avvento… di più figli. Eravate abituati a dormire fino a tardi (o più semplicemente eravate abituati a dormire), ad avere una programmazione dei tempi della vita che dipendesse esclusivamente dalla vostra libera scelta. Ora saranno nanne, risvegli, pappe, orari dell’asilo, della scuola, delle attività sportive a tracciare la routine della vostra giornata.

Questo significa che la vita personale finirà? Non esattamente: oltre a una buona organizzazione, anche nonni, zii, baby sitter, il sostegno dell’altro genitore, almeno una volta la settimana, devono poter contribuire a mantenere un salutare spazio personale per lo sport, un’uscita con gli amici, una bevuta, un po’ di shopping, una semplice passeggiata. Non serve molto, anche solamente un’ora per staccare dall’ambiente famigliare.

Dividere le attenzioni significa “curare” meno i singoli figli?

Con più figli si dovrà necessariamente distribuire il carico di “attenzione”, magari privilegiando le necessità di chi è più piccolo e non ancora del tutto autosufficiente e di conseguenza “trascurando” i figli maggiori.

Ma tutti i genitori sperimentano alla nascita dei figli una moltiplicazione dell’energia: in sostanza essere attivi, fare molte più cose nonostante il ritmo circadiano atipico è consentito da una sorta di surplus energetico (ma anche emotivo e di attenzione) che permette realmente a padri e madri di “raddoppiare” la propria capacità di intervento.

Come fare per non scordarsi dei figli più grandi: occorre dimostrare anche a loro, magari con piccoli segnali, quanto sono importanti. Alla fine non serve molto: chiedere com’è andata la loro giornata, interessarsi di quello che stanno facendo, fosse un murales o la partita della Playstation che stanno giocando, dimostrare il nostro interessamento per le attività che li appassionano e far percepire il nostro apprezzamento per la loro azione sul mondo.

 Trucchi di tutti i giorni per ottimizzare spazi e risparmiare

Essenziale con una famiglia numerosa o allargata ottimizzare gli spazi nell’abitazione: cassetti separati per i figli (non tutte le mutande insieme, come potrete ritrovarle?), spazi ben divisi nel bagno (si spera ci siano più bagni).

Si può provare a trarre ispirazione da una tecnica di gestione delle faccende e degli spazi domestici chiamata decluttering, che consiste sostanzialmente nel liberarsi del superfluo e stabilire un piano d’azione progressivo, ma inflessibile, per evitare che la casa sembri un accampamento.

È vantaggioso per tutti anche lavorare sull’autonomia dei bimbi nel vestirsi, lavarsi, mangiare, e affidare a ciascuno piccoli compiti, meglio se sotto forma di gioco, per mantenere la casa in buono stato. Qualche esempio? Rimettere ordine nel cassone dei giochi può diventare una minipartita di basket domestica, potete costruire un mantello di stoffa rossa e trasformare il figlio in un supereroe che solleva i pesantissimi giochi e li rimette a posto. Insomma, far viaggiare la fantasia è l’imperativo.

Un freezer di dimensioni adeguate può essere utile per la pratica del freezer cooking, ovvero durante il weekend o un giorno della settimana in cui si è più liberi si può cucinare in abbondanza, dividere in porzioni, surgelare e utilizzare nel momento del bisogno quando si ha necessità di pasti veloci.

Alcuni banali compiti quotidiani, con una famiglia numerosa, possono diventare complicati: la spesa è uno di questi. Trascinare figli che scappano da tutte le parti in un centro commerciale non è il massimo. Ma molti brand ora offrono la spesa online (es. Esselunga) con consegna a casa oppure ritiro diretto al supermercato (es. Tigros). Se si dispone di una partita iva si può risparmiare qualcosa anche andando direttamente dai grossisti.

Fondamentale ottimizzare la distribuzione delle attività extrascolastiche per orari e luoghi: ottima soluzione la piscina in cui i piccoli fanno il corso e i grandi nuotano da soli. Se fanno sport diversi gli allenamenti dovrebbero svolgersi in zone “compatibili”; attenzione al fatto che spesso gli orari cambiano secondo l’età e anche se lo sport è lo stesso tre figli potrebbero trovarsi in tre fasce differenti.

Vedi anche: Essere madri e lavorare è impossibile?

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