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Dentro all’officina di Manuela, la donna lombarda che comanda i meccanici

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Prosegue il nostro viaggio nel mondo dell’ imprenditoria  femminile. Abbiamo parlato con Manuela, titolare dell’auto-officina “Piazza” di Novedrate (Como), affiliata alla rete Midas. Una piccola impresa composta da tre dipendenti maschi agli ordini di una donna

manuela-meccanico

E’ una donna semplice e schietta ma con le idee chiare Manuela Piazza. Titolare dal 2013 di un’auto officina nel profondo nord, in provincia di Como, dirige e coordina una squadra di lavoro composta di soli uomini. Non teme l’asprezza del suo lavoro Manuela, un po’ manager e un po’ operaia. E non teme nemmeno di sporcarsi le mani:”Se c’è bisogno di spostare degli pneumatici o attrezzature non mi tiro certo indietro”, dice.

Di carattere tipicamente lombardo, concreto e pragmatico, con un forte senso del lavoro e una chiara attitudine al comando, Manuela è molto spiccia quasi brusca, abituata come è a lavorare in un ambiente maschile che molte donne troverebbero ostile, se non contro natura. “Anche io in fondo sono una donna in carriera solo che al tailleur ho sostituito la tuta da meccanico”, spiega la giovane donna la cui impresa è affiliata alla rete Midas.

Midas è una catena di officine americana fondata negli anni ’50 che opera nel settore dell’assistenza indipendente. Oggi offre servizi di manutenzione attraverso 600 officine in tutta Europa. In Italia sono un centinaio le officine affiliate di cui una decina sono gestite da donne.

Che cosa hai smontato stamattina?

(Risate). No dai, fai il bravo. Se devo sostituire un semi-asse è ovvio che non sono in grado di portare a termine l’operazione da sola. Ma ho dei dipendenti, dei bravi meccanici che se ne occupano. Stamattina ho compiuto una diagnosi su una vettura con un guasto al motorino di avviamento, niente di troppo faticoso. A quello ci pensano i meccanici, io mi occupo prevalentemente, ma non solo, di amministrare, coordinare e organizzare i lavori, gestire i clienti e il flusso dei ricambi.

Quanti dipendenti hai?

In squadra siamo in 4: io e 3 meccanici.

Hai avuto difficoltà ad importi presso i tuoi dipendenti, tutti uomini?

All’inizio era dura poi si sono abituati. Agli esordi facevano fatica a credere che potevo gestire un’auto-officina e di conseguenza accettavano con scetticismo di ricevere ordini da una donna invece che da un capo-meccanico con i tatuaggi e i poster da camionista. Con il tempo ho conquistato autorevolezza e hanno capito che le capacità e l’esperienza non mi mancano anche perché sono 8 anni che sono in questo settore.

Quante macchine trattate ogni settimana?
Circa cento.

Come vanno gli affari?

Direi bene visti i tempi che corrono. Il mercato dell’auto, negli ultimi anni, è rallentato moltissimo, tornando a valori di trenta anni fa. Oggi gli automobilisti non sostituiscono la vettura con il ritmo frenetico degli anni passati. E aumentano quindi gli investimenti sulla manutenzione. Tagliandi, interventi programmati e riparazioni. E’ un settore in controtendenza che fa guadagnare e dà lavoro. E se lavori bene, i clienti tornano sempre.

Che qualità possono esercitare le donne in questo settore lavorativo tipicamente maschile? Che marcia avete in più rispetto ai vostri colleghi uomini?

L’onestà. Nei preventivi, nei lavori effettuati, nei tempi prestabiliti. Le donne tendono a essere più trasparenti, chiare e precise. I clienti della mia officina, sia donne che uomini, tornano perché sanno che non c’è alcun rischio di barare e quindi possono permettersi di mantenere una guardia più bassa. Non importa poi se l’idea preconcetta è quella di un mestiere per uomini, l’importante è lavorare seriamente. Sono tempi duri, la gente tende al risparmio, non sarebbe mai giusto approfittarne men che meno in questo periodo.

A proposito: come è nata l’idea di aprire un’auto officina?

Sono diplomata in ragioneria. Mi sono avvicinata a questo settore per amore e ho imparato tutto sul campo. Il mio fidanzato storico era un appassionato di macchine e di motori, ha aperto un’officina e mi ha assunta come impiegata contabile. Poi ci siamo lasciati e poco dopo ho aperto il mio laboratorio. All’inizio, nell’officina del mio ex, non capivo molto di quello che facevo ma dopo 8 anni di esperienza ho imparato tutto quello che di tecnico c’è da sapere. Oggi ho delle competenze molto specifiche, tutte acquisite sul campo. Competenze sia manageriali, di come gestire l’officina in quanto azienda, che tecniche, di come operare interventi sui motori.

Ma che cosa sognavi di fare da ragazzina?

La pediatra. (Risate)

Sei fidanzata oggi? Il tuo lavoro è di qualche impedimento alla vita di coppia?

No, sono felicemente single. Lavoro e basta. Quello che faccio è molto impegnativo e assorbe praticamente tutta la mia vita: siamo sempre aperti salvo la domenica. In generale mi ritengo fortunata e

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