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Mentre altre donne stavano a casa, cucinavano torte e sognavano un frigorifero, c’erano altre ragazze che vivevano una vita completamente diversa. Sono le ragazze del circo, libere, bellissime e sempre unite. Come in queste stupende foto del 1949 della rivista Life.

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Nell’archivio di una delle più grandi riviste fotografiche mai esistite, Life, la fotografa Nina Leen ha realizzato un lungo ed eccezionale reportage sulle donne circensi degli anni ’50. Le foto, che risalgono al 1949, ritraggono giovani ragazze alle prese con il mestiere di artista circense, dalle acrobate alle domatrici di animali, nel backstage dei loro spettacoli, o nei lunghi momenti morti dove si attende di andare in scena o di iniziare una prova.

Ma cosa colpisce particolarmente di queste foto? Le ragazze del circo hanno un fascino del tutto particolare, ed un carisma che trascende la bellezza e l’abilità. In un periodo storico dove l’unica ambizione di una donna, secondo cliché, doveva essere acquistare la lavatrice più tecnologica ed essere aggiornata sulle nuove ricette, queste ragazze sembrano essere una voce fuori dal coro.

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Le foto le immortalano innanzitutto quasi sempre insieme, un gruppo di fanciulle seminude con sguardi ironici e dal fare rilassato. Un gineceo di forti ed abili ginnaste, che sembrano confabulare tra loro con un’intesa forte ed esclusiva. Sigaretta e Coca-Cola in mano, in costumi di scena succinti, sono ben distanti dalla donna degli anni ’50 così com’è concepita nell’immaginario collettivo.

Abilità e talento, emancipazione e identità, ma anche sacrificio. Se alcuni ritratti immortalano le giovani in momenti di relax, altri descrivono letteralmente le ferite, almeno fisiche, che comportavano un mestiere di questo tipo. Una donna con un profondo taglio sulla coscia, forse per qualche esercizio particolarmente temerario, un’altra nelle mani di un massaggiatore, forse per prepararla ad una performance o per darle sollievo da qualche dolore, un’altra ancora con la gamba tesa sembra cercare di alleviare il fastidio di un crampo.

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La doppia faccia delle donne circensi, da un lato figure ispiranti, fuori dai canoni convenzionali, un gruppo di donne, colleghe, artiste, in sintonia con il proprio corpo, quasi sempre in mostra senza vergogna. Dall’altro, un mestiere di sacrifici, non solo fisici probabilmente, fatto di fatica e magari sfruttamento, dove forse uno dei modi per affrontare lo stress era quello di restare unite.

Ma proprio in virtù di ciò queste foto colpiscono per l’eccezionalità di concezione di una donna, in un’epoca storica dove rivoluzioni e femminismo erano ben distanti. Un gruppo di donne sorelle e compagne, forse pronte a darsi man forte nei momenti bui. Un femminismo ante-litteram che colpisce e affascina.

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