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Golf femminile: sul green il rosa trionfa

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Su 70 mila praticanti in Italia un terzo sono donne. La crescita è costante e il golf attrae anche perché mantiene uno spirito di correttezza ed educazione raro in altre discipline.

silvia cavalleri
. REUTERS/Jessica Rinaldi

Il golf è nato come sport prettamente maschile: le sue origini si fanno risalire ai Romani ma tra il XV e il XVI secolo iniziò ad assumere i connotati “moderni” e diffondendosi in tutta Europa. Solo nel 1744 vengono però codificati i primi regolamenti (in Scozia, per merito degli Honourable Company of Edimburgh Golfers).

Diffusione, campi, club, circuiti crebbero subito velocemente, con una caratteristica: la composizione interamente maschile di giocatori e la pressoché rigida esclusione delle donne.

Prime donne sul green ufficialmente solo a fine Ottocento

Anche se alcune donne già giocavano a golf, ufficialmente fu soltanto a fine XIX secolo che un club le accettò a pari diritto con i membri di sesso maschile: il Royal North Devon Golf Club fu il primo ad aprire le donne.

Royal North Devon Golf Club

C’era poi un circuito femminile ma le diffidenze e le chiusure rimasero: basti pensare che le donne ebbero accesso nell’esclusivo percorso di St. Andrews solo nel 2004 in occasione dei British Open.

Comunque in Gran Bretagna già nel 1893 c’era un campionato femminile quando in Italia ancora nemmeno avevamo una Federazione golfistica nazionale (fondata nel 1927).

Dalle “pioniere” all’attuale boom

Isa Goldshmid, Federica Dassù, sono nomi che probabilmente anche il pubblico dei non appassionati ha sentito. Si tratta delle prime campionesse italiane, che si muovevano nel passaggio tra l’amatorialità e il professionismo. La Dassù è stata la prima donna pro sul territorio nazionale con una carriera ventennale culminata poi con il passaggio a coach delle nazionali azzurre (prima amatoriali poi pro).

Giulia Sergas
Giulia Sergas REUTERS/Danny Moloshok – UNITED STATES

Se in Italia ci sono oltre 70 mila tesserati la parte femminile copre ben un terzo del totale. Sono però ancora poche le professioniste, una trentina, meno del 10% dei professionisti maschi (che superano le 400 unità). Nel ranking femminile Giulia Sergas è la meglio posizionata al 270esimo posto.

La regione con più golfiste è la Lombardia dove ci sono circa 6 mila praticanti. Restano ovviamente dei problemi: in primis la sperequazione tra i premi per i maschi e quelli per le donne (i montepremi dei tornei maschili sono decisamente più corposi) e il numero di torni femminili in calendario. Per un paese come l’Italia si aggiunge il fatto che il golf, pur in crescita, è ancora poco “visibile” sui grandi media con il correlato di poche sponsorizzazioni e scarsa possibilità di “sostenere” economicamente le atlete che vi si vogliono dedicare a tempo pieno.

Una golfista tra le sportive più ricche al mondo

Sopra abbiamo citato il ranking, la classifica mondiale delle golfiste migliori al mondo: attualmente in testa c’è Inbee Park, sudcoreana, seguita dalla neozelandese Lydia Ko e dalla statunitense Stacy Lewis.

Coreane, americane monopolizzano le prime 25 posizioni (12 nelle prime 15 della Corea del Sud, 6 atlete a stelle e strisce) a indicare anche in quali paesi la pratica sul versante femminile ha più presa.

Nella classifica annuale delle sportive più pagate nel 2014 in decima posizione, dopo molte tenniste, arrivava anche una golfista, Paula Creamer, con 5.5 milioni di dollari di guadagno. Certo siamo ancora lontani dalla stella del golf maschile Tiger Woods che lo stesso anno aveva fatto segnare guadagni per 61,2 milioni di dollari…

Educazione, rispetto, correttezza

Che cosa piace del golf e a cosa è dovuta l’attenzione che richiama pur negli ancora limitati ambiti di “costi” di accesso alla disciplina non proprio alla portata di tutti? Sicuramente la sua etichetta. Si tratta infatti di uno sport dallo spirito nobile dove ci sono una serie di regole di comportamento fondate sulla massima educazione: niente imprecazioni, no ad ogni atteggiamento eccessivo, silenzio e stare fermi durante il tiro degli avversari, non tirare con giocatrici a portata del colpo che stiamo per effettuare…

Insomma una disciplina fatta di grande tecnica, preparazione, concentrazione ma dove anche l’aspetto del corretto comportamento da tenere è essenziale.

 

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