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“Il futuro della moda è la sostenibilità dei tessuti” Intervista a Adriana Santanocito di Orange Fiber

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Adriana e Enrica_orange fiberOrange Fiber, tessuti sostenibili che derivano dagli agrumi, questa è la scommessa imprenditoriale di Adriana  ed Enrica. Le abbiamo intervistate, ecco la loro storia.

Due giovani ragazze siciliane, milanesi di formazione, scommettono su un’idea imprenditoriale innovativa e sostenibile. Nasce Orange Fiber, una startup che sviluppa filati e tessuti innovativi dagli agrumi con una sede in Trentino e una a Catania.  L’obiettivo è creare un tessuto sostenibile utilizzando le oltre 700.000 tonnellate di sottoprodotto che l’industria di trasformazione agrumicola italiana produce annualmente, che possa attrarre i brand di moda. A capo di questa start up ci sono Adriana Santanocito (Ceo e cofounder) ed Enrica Arena (CM e cofounder) e altri soci siciliani che hanno puntanto e scommesso su questa idea.

A settembre 2014 viene presentato in anteprima il primo tessuto da agrumi al mondo, composto da acetato da agrumi e seta in due varianti: raso tinta unita e pizzo, mentre a dicembre 2015, grazie anche al finanziamento Smart&Start di Invitalia, viene inaugurato il primo impianto pilota per l’estrazione della cellulosa da agrumi, a Caltagirone, in provincia di Catania. Il progetto oggi è in fase operativa. Viene prodotto il primo lotto di tessuto e sono al vaglio alcune proposte di top brand di moda per l’ingresso sul mercato. Adriana ed Enrica, che con la loro start up hanno vinto numerosi premi (tra i quali il Global Change Award della H&M conscious foundation) dimostrano come si può fare impresa artigianale al Sud, puntando su innovazione e sostenibilità.

Come nasce l’idea di Orange Fiber, quale e’ stata l’ispirazione?

Adriana: L’idea nasce a fine 2011, inizio 2012, anche se l’azienda è stata costituita nel 2014. Stavo completando i miei studi in Fashion Design a Milano e scrivendo la mia tesi. Ho capito che il futuro della moda passava dalla sostenibilità dei tessuti. Così ho pensato di approfondire questo aspetto. Non potevo non pensare alla mia terra, la Sicilia, dove nascono agrumi eccellenti.
Orange Fiber LaboratorioEnrica: Il mio percorso invece è stato completamente diverso. Ho studiato interpretariato e comunicazione e poi comunicazione internazionale. Il mio sogno era lavorare alle Nazioni Unite. Quando io e Adriana ci siamo incontrate e lei mi ha parlato della sua idea, non ho esitato un attimo a prendere parte al progetto.

Anche se non siete ancora usciti dalla fase di start up, la vostra realtà sta prendendo piede e avete degli obiettivi ambiziosi.

Adriana: La fase di start up si conclude dopo quattro anni e noi stiamo puntando ad espanderci nel mercato nazionale e soprattutto internazionale. Superata la fase che ha visto la nostra start up alle prese con i finanziamenti iniziali, ora, dopo aver messo nero su bianco il business plan, siamo diventati un’impresa che mira a crescere.

Chi sono i vostri clienti e il vostro mercato di sbocco?

Enrica: Il mondo della moda, i brand legati al lusso che però sono attenti alla sostenibilità, alla qualità. Abbiamo un cliente italiano importante ma anche dall’estero arrivano manifestazioni di interesse.

Un’impresa, la vostra al femminile. che punta sulla creatività e innovazione. Quali sono i punti di forza della vostra realtà?

Adriana: La nostra storia. La storia di due giovani ragazze del Sud che si sono formate a Milano. A questo si unisce il momento storico che siamo riuscite a cogliere: il mondo delle start up che era ed è in fermento. Per finire, la ricerca e l’attenzione che dedichiamo alla qualità e alla ricerca della sostenibilità nei nostri tessuti. L’artigianalità nella produzione. Il fatto di essere donne dimostra che non ci deve essere discriminazione. Il nostro team è fatto di uomini e donne che contribuiscono con il loro talento al successo dell’azienda.

Come una start up si puo’ trasformare in una realtà imprenditoriale di successo?

Adriana: occorre tenacia, passione, persone che credono nel progetto e che investono tempo e denaro.
Enrica: start up vuol dire tutto e niente. Dipende dal prodotto. Occorre sicuramente una capacità di creare qualcosa di originale, di qualità, artigianale, riconoscibile, utile nel mercato. Se arrivi primo con le tue idee devi avere la capacità di rimanere e conquistare il mercato, parlare con gli investitori.

La vostra impresa ha sede in Sicilia e fa della sicilianità un punto di forza. Cosa occorre per fare impresa in Sicilia in modo moderno?

Adriana: la Sicilia sicuramente ci ha dato e continua a dare un contributo importante. Due dei nostri soci sono due imprenditori siciliani e il terzo è un avvocato di adozione Milanese. Il fatto che Catania rientrava nel progetto Working Capital di Telecom, un acceleratore che ha permesso il finanziamento di alcune start up, ci ha consentito di parlare con alcuni produttori siciliani.

Orange Fiber ha poi rappresentato la Sicilia, al padiglione Italia dell’Expo 2015. Per noi è stata una grande soddisfazione e dimostra che in Sicilia le cose possono accadere perchè ci sono risorse umane e naturali preziose e gente valida. Sicuramente noi siamo ritornate nella nostra terra con un bagaglio di formazione che ci siamo costruite a Milano, e questo ci ha molto aiutato. Consiglio sempre ai miei coetanei di andare all’estero, fuori dalla propria Isola, paese, per crescere, migliorarsi.

Enrica: in Sicilia c’è un ecosistema vivo e dinamico. Personalmente ho scoperto un mondo che non conoscevo. Certo, credo che siamo sempre più decentrati rispetto a Milano, che rimane una tappa significativa se devi entrare in contatto con investitori, pubbliche relazioni e il mondo della finanza. E nello stesso tempo, credo sia importante fare esperienze fuori per poter acquisire un certo bagaglio formativo e professionale.

Come commentate l’ultimo studio Confartigianato che evidenzia in Sicilia l’aumento delle imprenditrici artigianali?

Adriana: riflette lo stato del nostro paese, la voglia di scommettere e di iniziare un progetto proprio, di contribuire in maniera personale anche rischiando. Donne o non donne, l’importante è mettersi in gioco e andare avanti.
Enrica: sono contenta che si ritorni all’artigianalità. Dimostra che la grande tradizione italiana, quella artigianale e legata al settore manifatturiero, non si è persa ma che anzi viene riscoperta.

Il vostro futuro aziendale dove vi porta?

Adriana e Enrica: arrivare sul mercato con dei brand che acquistano i nostril tessuti e li trasformano in capi. Espanderci all’estero, ottimizzare il nostro prodotto. Crescere sempre.

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