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“In questa epoca si può sopravvivere solo reinventandosi e sperimentando”. Parole di una che si reinventa e sperimenta da una vita: Marella Ferrera, grande imprenditrice e stilista siciliana che, intervistata da Donne sul Web, dice “La vita è un’escalation di difficoltà e, per quanto amare possano essere, sono quelle che ti aiutano a crescere e migliorarti”.

MARELLA FERRERA

E’ nata tra le pezze”, dice lei, nell’atelier che i genitori hanno fondato a Catania nel 1958. Ambasciatrice della Sicilia nel mondo, Marella Ferrera, non è semplicemente una stilista. In molti la definiscono “la sperimentatrice della moda”, per l’uso di materiali innovativi come pietra lavica e ossidiana. La sua donna è “fimmina” come dice lei: una donna passionale, volitiva, ambiziosa. Una donna che non esclude gli opposti e  che sa essere versatile e dalle mille sfaccettature. Proprio come la Sicilia che racconta con il brand Marella. Imprenditrice di successo, ha saputo riscattare l’immagine di una Sicilia immobile e proiettare all’estero l’idea di una terra creativa che guarda al futuro. Dopo una breve parentesi politica, dove ha ricoperto il ruolo di assessore alla Cultura  e Grandi Eventi per la sua città, Catania, Marella Ferrera continua la sua attività di stilista e ambasciatrice della Sicilia al Museo Biscari di Catania, ribattezzato MF Museum&Fashion, oggi sede del suo atelier. Attenta osservatrice, curiosa, non rinuncia al legame con la sua terra, senza per questo esplorare nuovi orizzonti che la portano lontano. E iniziamo a parlare con lei proprio della sua Catania…

Una carriera iniziata 25 anni fa. Una formazione a Roma e Milano e poi il ritorno a Catania. Lei ha detto di essersi pentita del suo rientro in Sicilia, perché?

In molti mi chiedono “perché voglio andare via”, io giro a loro la domanda: “perché restare”? Non penso mi si possa biasimare quando dico che amo troppo la mia terra per restare qui inerme e vederla progressivamente sgretolarsi come un castello di sabbia. E non è un problema di Sicilia o di Catania. È la mentalità che non funziona, è il sistema che impedisce a questa nostra amata terra di uscire fuori dagli stereotipi, restando sempre nel limbo e senza mai spiccare il volo. Le si sta rubando il futuro! Io ho già dato e a volte penso che tirarsi fuori sia l’unica soluzione ma poi l’attaccamento viscerale alla mia terra vince sempre: andrei via fisicamente, ma la mia anima e la mia mente resterebbero sempre qui. Ed è sempre qui che mi ritrovo oggi, come un Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento e cerca di far riscoprire la vera Sicilia agli stessi Siciliani e non. È un dovere morale nei confronti delle mie origini! Ed è questo che cerco di stimolare con i miei tanti progetti, tra cui l’attuale mostra del MF Museum&Fashion, dedicata alle festività così come vengono vissute in Sicilia, rivisitate nelle opere del Maestro Tino Giammona, grande eccellenza “sicula”.

Stilista, creatrice ma anche imprenditrice di successo e un passato anche in politica. Quante sono le anime di Marella Ferrera e come convivono?

Diciamo che Marella Ferrera è una e una sola. Poi la mia innata curiosità, la ricerca continua della perfezione e l’amore per le sperimentazioni, tratto distintivo di ogni mia creazione da sempre, mi spingono ad esplorare nuovi orizzonti e a reinventarmi. Perché in un’ epoca dai ritmi frenetici, solo reinventandosi e sperimentando si può sopravvivere. Quindi, la mia idea è non precludermi nulla, vivere la vita senza paraocchi e non smettere mai di imparare con estrema umiltà e passione. Questo inevitabilmente mi porta ad affrontare nuove sfide, a sperimentare in diversi ambiti e ad essere un po’ poliedrica, correndo il rischio di poter fallire o avere successo (perché oggigiorno anche avere successo è un  rischio. L’importante è mantenere intatta la propria personalità in tutto ciò che si fa, portando un po’ di me in ogni mia nuova esperienza.

Ha portato la Sicilia nel mondo con le sue creazioni originali. Non solo moda ma recupero di materiali e storia. Che cosa rappresentano le sue creazioni. A quale donna si ispirano?

gruppo modelle ferreròLe mie creazioni “cuntano” storie di Sicilia: sono “pezze” intrise di sicilianità pura e semplice. Un connubio indissolubile tra tradizione e innovazione,  nella quale creatività e sperimentazione non hanno limiti. Ne è la prova l’uso di materiali alternativi quali pietra lavica, rame, ceramica come “sostituti” di sete, pizzi e merletti.. Tutto questo sin dagli albori della mia carriera ha rappresentato la mia forza ed è lo specchio della mia natura poliedrica , del mio essere semplicemente Marella: una donna volitiva, combattente, caparbia e passionale. È questo quello che voglio imprimere alle mie creazioni e sono queste “i fimmini” alle quali voglio arrivare e cerco di ispirarmi Donne che con il loro modo di essere lasciano il segno, sia grazie alla loro forza ed eleganza, che grazie alle loro fragilità e ai loro difetti. Una donna che non esclude gli opposti  che sa essere versatile e dalle mille sfaccettature. Proprio come la Sicilia che racconto.

Il suo legame con la Sicilia è forte e anche con la sua città. Ma oggi, lei sembra guardare ad altri orizzonti che la portano piu’ ad Oriente.  Intanto le e’ stata affidata la direzione creativa del nuovo Hilton Hotel che si sta costruendo a Catania finanziato da un investitore privato emiratino.

Io non ho limiti, non ho frontiere.  Guardo chiaramente nuove prospettive di crescita professionale e personale che rappresentano un modo per sentirmi viva e per mettermi sempre in gioco. Come dicevo precedentemente, credo che reinventarsi e scoprire nuovi orizzonti sia oggi necessario per poter sopravvivere e per non impantanarsi in situazioni che ti soffocano, che ti stanno strette. Catania, la Sicilia sembrano essere antinomiche rispetto al cambiamento e sono scettica circa possibilità di miglioramenti. Il progetto Hilton sarebbe un grande riscatto ed una grossa opportunità in primis per la Sicilia e i Siciliani e poi, in piccolo, anche per me al fine di una mia crescita e “innovazione”. Io dal canto mio, per quanto possa aprirmi a nuovi orizzonti, il legame viscerale con la mia terra non lo dimentico e lo porterò sempre in ogni mio lavoro, gesto e parola perché, diversamente, non sarei Marella Ferrera che tutti conoscete. Il problema è che l’Hilton, e non solo, sono grosse opportunità ma anche grosse sfide che bisogna sapere affrontare in modo opportuno.

Le difficoltà (se ci sono state) nella sua carriera di imprenditrice e stilista in Italia e in Sicilia

La vita è un’escalation di difficoltà e, per quanto amare possano essere, sono quelle che ti aiutano a crescere e migliorarti. Fare la stilista e allo stesso tempo l’imprenditrice non è semplice in nessun luogo tanto meno in Sicilia dove le opportunità scarseggiano, nonostante l’abbondanza di talenti e di fonti di ispirazione.  Tanto più che nel mondo della moda un giorno sei il top e il giorno dopo sei fuori. Ho avuto la possibilità di crescere quando i grandi del settore hanno “fatto” la storia del Fashion e restare sulla cresta dell’onda non era semplice. Ma il costante rinnovamento attraverso la sperimentazione mi ha consentito di ritagliarmi un piccolo spazio e superare le avversità. Adesso, non posso dire che tutte le difficoltà si siano dissolte perché l’economia globale ci sta mettendo di fronte sfide non indifferenti. Credo che solo essendo sempre predisposti ad imparare, conoscere e reinventarsi questi ostacoli forse potranno essere superati.

Il futuro della moda italiana. Dove stiamo andando?

La moda è un settore in continuo cambiamento, che deve fare i conti con la globalizzazione spesso sinonimo di omologazione, con consumatori sempre più attratti da prezzi competitivi e con prodotti la cui “presenza” sul mercato è molto limitata nel tempo, quindi si necessitano innovazioni continue. Senza considerare la crescente sensibilità nei confronti di tematiche ambientali che sicuramente sta influenzando il settore moda, anche per quanto riguarda il contesto italiano, affinché si percorrano strade quanto più ecosostenibili.  Con questi presupposti, prevedere il futuro non è semplice. Ciò che mi auguro è che tutte queste tendenze non incidano negativamente sulla qualità e l’eccellenza che da sempre hanno reso il settore moda uno dei fiori all’occhiello per l’Italia e che di fronte ad omologazione, scarsa qualità, e prezzi bassi si possa rispondere con un Made in Italy forte ed all’avanguardia, chiave di volta per rilanciare la competitività dei nostri prodotti.

 

                                                   

 

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