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Kameli, donne e biocosmesi. Intervista alle fondatrici

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Giuliana Gagliardo ed Eleonora Piccinno, appena trentenni, hanno fondato a Pisa una ditta di biocosmesi dove il prodotto è curato in ogni sua fase, dalla creazione alla vendita. Le creme di cui diffidare? Quelle color bianco latte. E i clienti più difficili? Gli uomini, ovviamente.

KameliPisaGiuliana Gagliardo Eleonora PiccinnoKamelì è una ditta di biocosmesi basata a Pisa  creata da due giovani donne di trent’anni, Giuliana Gagliardo ed Eleonora Piccinno, che hanno deciso di riunire in una sola realtà imprenditoriale la produzione e la commercializzazione di cosmetici naturali.

Dopo un anno di lavoro speso a costruire l’impresa, formulare i primi prodotti e lanciare la distribuzione, un fondo libero in centro a Pisa ha permesso di bruciare le tappe e dotare Kamelì di un punto vendita con annesso il laboratorio. Proprio lo stesso dove le “formule di bellezza” di Giuliana ed Eleonora prendono vita.

Giuliana, Eleonora, da dove venite e come vi siete incontrate?

Giuliana: Io sono campana, ma da anni vivo a Pisa. Mi sono trasferita con la famiglia per motivi di lavoro di mio padre. Qui ho fatto il liceo, poi l’università laureandomi alla facoltà di Farmacia.

Eleonora: Io vengo da un paesino vicino Taranto. Dopo tre anni di università in Sicilia ho terminato gli studi qui a Pisa laureandomi in Chimica Farmaceutica. Ci siamo conosciute durante un esame, tra l’altro andato male: l’abbiamo bocciato entrambe! Ci mancavano pochi altri esami, così ci siamo messe a studiare insieme e l’amicizia è andata avanti anche dopo le rispettive lauree.

Come mai avete deciso di dedicarvi alla biocosmesi?

Giuliana: Io ho sempre avuto il pallino della cosmetica e negli ultimi sette anni mi sono avvicinata personalmente al bio. Abbiamo voluto portare le nostre passioni al di fuori, creare qualcosa di nostro, da qui la decisione di aprire un’attività e non di lavorare in farmacia o in un’industria farmaceutica come tutti.

Eleonora: Abbiamo fatto esperienze in farmacia e parafarmacia, ma se hai una mente creativa è un lavoro molto limitante. La nostra idea era quella di realizzare qualcosa di molto particolare.

E che cos’hanno di particolare i vostri prodotti?

Giuliana: Non è la classica biocosmesi. La produzione avviene qui, non per conto terzi: noi formuliamo i prodotti, li produciamo, li confezioniamo, è fatto tutto da noi. Anche le formulazioni sono particolari. Usiamo concentrazioni alte di principi attivi, ovviamente nei limiti consentiti. Rispettiamo tutto l’iter necessario, ma abbiamo deciso di formulare prodotti con un’efficacia vera.

Qual è stato il primo prodotto che avete formulato?

Giuliana: La marmellata da doccia: un bagnoschiuma con consistenza di marmellata che stiamo brevettando.

Com’è la situazione circa gli aiuti all’imprenditoria in Toscana? Voi ne avete beneficiato?

Eleonora: Abbiamo partecipato a un bando della regione Toscana per un microcredito rivolto all’imprenditoria giovanile femminile. Poi basta, ci siamo dovute affiancare a una banca, che senza dubbio ci ha dato il finanziamento più grosso. La Toscana fa bandi, però ci sono tempi lunghissimi sia come risposta sia come erogazione, e non ci sono più fondi perduti, quindi tutto ciò che ti danno lo devi restituire. Per mettere su tutto questo la regione da sola non sarebbe bastata.

La maggiore difficoltà che avete incontrato nel vostro percorso?

Eleonora: Sarebbe stato molto utile avere più possibilità di confronto con qualcuno del settore: avrebbe facilitato l’organizzazione e la creazione del laboratorio.

Giuliana: L’università non ti forma. Ti dà una marea di nozioni che però, una volta usciti fuori, non permettono di lavorare subito davvero. Vorremmo dare la possibilità ad altri ragazzi che escono dall’università di imparare qualcosa facendoli entrare proprio in laboratorio. Un’azienda di solito non lo fa, specie quando si parla di formule perché sono segrete, ma queste difficoltà che abbiamo incontrato vorremmo evitarle ad altri.

Parlando di cosmetica, quali sono sostanze più dannose in assoluto?

Giuliana: Di sicuro i derivati del petrolio che a lungo andare vengono assorbiti dall’organismo. Anche i parabeni. Vari studi hanno dimostrato che sono cancerogeni, ho fatto la tesi proprio su questo. In realtà non tutti, c’è distinzione fra parabeni a breve catena e a lunga catena: alcuni, a lungo andare, provocano tumori nelle zone dove sono stati applicati. E non è solo un problema del cosmetico, i parabeni sono contenuti anche negli alimenti e l’accumulo prima o poi lo ritrovi nell’organismo.

Quali sono secondo voi le fasce d’età più attente alla biocosmesi?

Eleonora: Le ragazze dai 15 ai 30 anni sono delle macchine da guerra! Sono molto informate e questo è positivo, ma bisogna anche verificare le fonti. Le persone più anziane che vengono da noi invece vogliono prima provare, chiedono il campioncino… ma poi ritornano sempre, e questa è una bella soddisfazione. In generale sono quasi tutti curiosi, ci chiedono come abbiamo fatto a ottenere la consistenza della marmellata da doccia, come abbiamo formulato una crema gel usando solo gomme vegetali, come mai il nostro anti-cellulite ha un colore bruno mentre quelli in commercio sono bianco latte…

Giuliana: Noi spieghiamo, facciamo capire alle persone che se c’è una certa quantità di estratto vegetale, allora la crema non potrà avere un colore bianco. La nostra crema giorno, per esempio, ha il Q10 ed è gialla, perché il Q10 è arancione. Diffidare sempre dalle creme bianco latte dove ti dicono che c’è il Q10: non è possibile!

Anche gli uomini oggi si affidano al prodotto bio?

Eleonora: Sì sì, gli uomini ultimamente sono diventati più vanitosi delle donne, quindi noi abbiamo pensato a una linea per uomo che verrà presto incrementata. La prima cosa che alcuni ci hanno detto è stata: “Finalmente qualcuno pensa anche a noi!”. Sono soprattutto i ragazzi, i giovani: sono attenti alla cura del corpo, alla barba, ai profumi. Può essere condiviso o no, ma alcuni ci tengono molto.

Giuliana: Concordo. È difficile che una donna ti dica che il profumo di una certa crema non le piace, mentre gli uomini sono clienti molto critici ed esigenti!

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