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“La diversità dell’Italia è il suo punto di forza”. Intervista a Dolores Mazzaggio di Quarzovivo

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Gioiellino della pelletteria Made in Italy, più precisamente del “Nord-Est Italy”, Quarzovivo ha saputo fondere maestria artigianale e forza stilistica in un’azienda a conduzione familiare.

Dolores MazzaggioTagliano e cuciono le pelli a mano, ma esportano le loro borse fuori dall’Italia, Quarzovivo è  un brand  prodotto dall”azienda di Montegalda, provincia di Vicenza, che da 20 anni produce borse artigianali di alta qualità. E’ una di quelle piccole imprese di altissima qualità, tipiche del nord-est Italia e del Veneto in particolare, con grande esperienza, a conduzione famigliare, un’ossessione per i dettagli e per la qualità dei materiali, che rientrano in quel concetto, a volte vago, di “made in Italy”. Si tratta invece di realtà concrete, fatte di persone e oggetti utilizzati tutti i giorni (come, appunto, le borse) per cui l’Italia è famosa in tutto il mondo. Su questi e altri temi abbiamo parlato con Dolores Mazzaggio, che guida Quarzovivo.

Com’è nata la vostra attività?

Quarzovivo è il risultato delle nostre passioni familiari. Avendo sviluppato nel tempo un forte know-how, è stato naturale, ad un certo punto della nostra storia imprenditoriale, voler dar vita ad un prodotto con una identità e stile che rispecchiasse la nostra filosofia creativa.

Da Montegalda a Cuba. Perché?

Cuba è un progetto particolare che stiamo seguendo da molto tempo e che si sta sviluppando con obbiettivi specifici. In realtà non siamo andati noi a Cuba, siamo stati scelti da una cool hunter che lavora con il Consolato Cubano e che fa ricerca esclusiva di brand Made In Italy. La prima destinazione del nostro prodotto sarà una boutique a Varadero, all’interno di uno delle più importanti strutture alberghiere della famosa località turistica.

La vostra è un’impresa a gestione familiare, come molte altre, soprattutto nel nord est dell’Italia. Quali sono i vantaggi di un’attività gestita in famiglia?

Abbiamo preferito il family business allo small business. Per noi lavorare in famiglia, con la famiglia, ha assolutamente più aspetti positivi che negativi. Innanzitutto abbiamo la capacità di adattarci ai cambiamenti di scenario riguardanti i mercati con maggiore velocità. La nostra forza lavoro è impareggiabile perché parliamo di una passione condivisa. Anche tutte le decisione riguardanti le scelte stilistiche, gli investimenti tecnologici, i servizi ai clienti ci portano sempre a un confronto sano dove l’unica priorità è il bene della nostra azienda. Inoltre per noi è più semplice mantenere l’efficienza della gestione operativa e la capacità di attrarre, in caso di necessità, risorse professionali cruciali per lo sviluppo aziendale interessate a crescere in una realtà come la nostra.

Dolores Mazzaggio e Alessandro Romano

Qual è attualmente il vostro prodotto di cui andate più fieri?

Non ne esiste solo uno, siamo orgogliosi di tutte le nostre creazioni. Se dobbiamo fare una scelta, le linee a cui siamo più affezionati sono FRIDA, dedicata ai modelli continuativi, e ZOE, una delle più cosmopolite in assoluto.

La personalizzazione dei prodotti è un fenomeno sempre più diffuso in tutti i settori, dai vestiti alle scarpe, agli accessori. Nel vostro caso come la attuate? Si possono avere borse su misura?

Forse siamo controtendenza ma non facciamo personalizzazione su misura. E’ noto che gli oggetti hanno assunto un valore sempre più importante per le persone, diventando quasi una estensione del proprio io ed uno strumento fondamentale per l’espressione della propria personalità e della propria immagine. Proprio per questo motivo siamo convinti che chi acquista le nostre borse, ama il nostro stile e si rispecchia completamente in esso.

In percentuale, quanto è importante la bravura nella realizzazione del prodotto e quanto la comunicazione e la vendita?

Sono tutte e tre fondamentali oggigiorno. Ogni singolo prodotto deve essere creato secondo i più alti standard di qualità, come accade nella nostra azienda. Noi tagliamo e cuciamo la pelle ancora artigianalmente. La comunicazione e la promozione assicurano poi un efficace rafforzamento dell’immagine del prodotto. Infine possiamo dire che la vendita è il momento in cui azienda e consumatore finale si incontrano, rappresentando la naturale conseguenza di un lungo processo che è fatto di tutte e tre le cose. Chiaramente possono funzionare solo se coesistono insieme.

Secondo voi qual è il presente/futuro del Made in Italy?

Noi siamo ferventi promotori del Made In Italy. Il nostro è un sistema produttivo e imprenditoriale diverso da quelli con cui competiamo. Su questa diversità si basa la nostra forza. Il vero Made in Italy è costruito sul ruolo, le capacità e le abilità delle persone che lavorano in questo settore, come in molti altri. Il “capitale umano”, come lo chiamiamo noi, ha dato origine a sviluppi creativi ineguagliabili. Tutto il mondo ci invidia per questo. Penso che, nonostante il cambiamento del contesto in cui viviamo e lavoriamo, noi italiani abbiamo una inimitabile capacità di trasformazione e adattamento creativo. Il futuro è rosa!

Ci sono dei provvedimenti che il governo non ha preso per salvaguardare il Made in Italy?

Se il governo continuerà ad attuare politiche per la promozione del Made in Italy, del suo sviluppo e della sua difesa sui mercati esteri potremo sicuramente assicurarci un percorso coerente di crescita continua. Il nostro è un paese fatto di eccellenze, noi annoveriamo una cultura centenaria e di assoluto prestigio. Vanno assolutamente difesi a spada tratta.”

  • Valderian

    In questo paese è venuta a mancare una sana cultura imprenditoriale, ma quella buona… non quella che insegue delocalizzazione e il resto “è tutto marketing”. Si salvano le piccole aziende perché sono andate avanti a forza di passione e ritagliandosi le loro nicchie di qualità. Per me il Made in Italy non sono i grossi marchi più famosi, ma proprio le piccole e medie imprese.

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