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DONNE DI POTERE. E’ a capo di Xerox ed è stata la prima donna afroamericana ad apparire nella lista di Fortune. Dalla povertà dell’infanzia al successo dell’età matura, ecco la storia eccezionale di Ursula Burns, una delle donne americane più potenti al mondo.

DONNE DI POTERE. Ursula Burns

“I sogni si realizzano, ma non senza l’aiuto degli altri, una buona istruzione, una forte etica del lavoro e una buona dose di coraggio.”. Così si racconta Ursula M. Burns, classe 1958, originaria di Manhattan, che oggi siede su una delle poltrone più importanti del mondo della tecnologia e della comunicazione, essendo dal 2009 CEO dell’azienda di stampanti e fotocopiatrici Xerox.

Forbes nel 2016 l’ha collocata al 34esimo posto delle donne più potenti al mondo, con uno stipendio stellare che vanta ben 6 zeri annuali e il merito di essere la prima donna afroamericana ad essere a capo di un’azienda che compare nella lista del prestigioso magazine statunitense Fortune. Ogni anno, Fortune stila l’elenco delle 500 aziende più grosse e potenti degli Stati Uniti, basandosi sul loro patrimonio fiscale. Ma la strada per arrivare al successo, si sa, è piena di ostacoli.

Ursula Burns non ha paura di parlarne. All’inizio, quando tutto sembrava le fosse contro, avere delle ambizioni professionali era solo un sogno irrealizzabile: era una donna, nera, e per di più povera. Due cose che assieme raramente portano a un facile successo. Nessuno avrebbe creduto che, da adulta, la signora Burns sarebbe figurata per diversi anni consecutivi nella lista delle 100 donne più potenti al mondo stilata ogni anno da Forbes. Nessuno, o quasi nessuno.

La madre di Burns fin da subito si è accorta del talento della figlia, e ha fatto di tutto per riuscire a garantirle un’istruzione. Dopo tanti sacrifici infatti, Ursula Burns entra a studiare nel Politecnico di Brooklyn, sperando di diventare ingegnere. In una scuola a prevalenza di studenti maschi e bianchi, Ursula riesce lentamente a mettersi al passo con quelli partiti più avvantaggiati rispetto a lei, guadagnandosi in poco tempo il rispetto di tutti, e diventando un asso nell’ingegneria meccanica.

Nel 1980, fa la sua prima esperienza alla Xerox. Dura solo un’estate, ma le basta per capire quali siano i suoi obbiettivi in ambito professionale. L’anno dopo, viene assunta stabilmente. Nel 1990, dopo essersi guadagnata la stima dei colleghi, viene promossa ad assistente esecutivo della Xerox. E da lì l’ascesa è rapida e breve. Sempre più riconoscimenti, sempre più responsabilità. Nel 2000, affianca l’allora CEO di Xerox, Anne Mulchay, e nel 2007 diventa presidente della società. Nel 2009 finalmente la consacrazione, e diventa CEO a sua volta, succedendo ad Anna Mulchay.

Burns diviene un personaggio noto, fa importanti apparizioni pubbliche, e grazie alla sua incredibile professionalità inizia a collaborare anche con il governo degli Stati Uniti, convocata dall’ex presidente Obama per aiutare a gestire il “White House National Program”.

Oggi Burns prosegue con la sua attività, ma non dimentica le sue radici. La CEO di Xerox si impegna anche ad aiutare diverse organizzazioni che operano nel sociale, per garantire il diritto all’istruzione a persone con difficoltà economiche e non solo. E’ sposata con Lloyd Bean, anche lui in Xerox (dunque lavorano insieme) e ha due figli. In un’intervista, alla domanda “come ha fatto a conciliare tanto lavoro con la famiglia?” ha risposto: “Duro lavoro”.

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