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I lavori da non fare durante l’università

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Frequentare l’università comporta a volte molti sacrifici e, soprattutto chi è costretto a studiare fuori sede, molte volte deve trovarsi un lavoro per potersi mantenere. Ma quali sono i lavori da evitare?

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Che lavori fare durante l’università? Ma soprattutto, quali lavori NON fare? Sono molti gli studenti universitari che sono costretti a fare il proprio percorso di studi fuori dalla loro città natale. Se molti di loro però ricevono un aiuto dai genitori, così da permettergli di dedicarsi totalmente allo studio, molti altri invece sono costretti per necessità a trovarsi un lavoro per potersi mantenere.

Evitare i lavori troppo faticosi

Ma spesso un giovane studente appena diciannovenne che ha concluso da poco le superiori e si trova in una città sconosciuta, non ha nessuna conoscenza del mondo del lavoro e non sa che pesci pigliare. Innanzitutto i lavori da cercare sono mestieri che non comportino un particolare impiego di tempo e fatica. Trovarsi a lavorare sei ore al giorno per poi passare la sera a studiare è sconsigliato per chi deve usare le energie per un’altra attività, in questo caso lo studio.

Vedi anche: Le migliori università per studiare economia

L’ideale è quindi evitare tutti i lavori in cui è richiesta una notevole disponibilità. Se si vive in una città grande, è meglio cercarsi un impiego che sia vicino a casa vostra, per quanto possa essere difficile. Nelle città grandi infatti gli spostamenti possono essere molto lunghi, e possono diventare una vera e propria perdita di tempo.

Oltre alla disponibilità, è meglio evitare anche i lavori che comportino troppa fatica, soprattutto fisica. Lavorare in fabbrica può essere particolarmente impegnativo, perché è un lavoro pesante e molto ripetitivo che a fine giornata lascia poco tempo per la concentrazione.

I lavoretti che rispondono ai propri interessi sono più utili

E’ sempre meglio cercare lavori che siano in qualche modo attinenti alla vostra materia di studio, se possibile. Se studiate Scienze dell’Educazione, ad esempio, ogni tipo di lavoro che prevede un contatto col pubblico può aiutarvi a gestire bene la relazione con il prossimo. E certamente questa è una capacità che può tornare utile nel caso si decida per la strada dell’educatore.

Se siete studenti di lettere e filosofia, l’ideale sarebbe trovare un impiego in una biblioteca o in una libreria. Spesso le università offrono la possibilità di fare tirocini attinenti alla vostra materia, ma purtroppo poco pagati. Cercare autonomamente un posto part time in qualche libreria potrebbe essere una soluzione molto migliore.

Vedi anche: Che bello vivere e lavorare in campagna! Ne siete sicuri?

Tenere libera la mente

Anche lavori che comportano un eccessivo impegno mentale possono essere problematici. Se iniziate un lavoro per cui vi sentite particolarmente coinvolti, sarà difficile tornare a casa e riuscire a pensare ad altro. Almeno che ovviamente non vi piaccia molto, anche più dell’università, e in tal caso sareste già sistemati.

Meglio quindi evitare lavori troppo pesanti sia dal punto di vista fisico che mentale, lavori che non abbiano nulla a che fare con i vostri interessi – anche se è sempre valido il discorso che “da ogni esperienza si impara qualcosa”  – e quelli in cui dovete dare una disponibilità pressoché continua. E se non guadagnate abbastanza, bisogna imparare a vivere con poco. D’altronde l’università è un investimento e, come sempre, ciò che si semina poi si raccoglie.

 

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