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Le pubblicità italiane più famose di sempre

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La pubblicità che hanno fatto storia, gli slogan che sono diventati così famosi da essere usati ormai anche nel linguaggio comune, gli spot più virali di sempre.

 

La pubblicità è una difficile arte che a volte riesce nel difficilissimo obiettivo di diventare parte dell’immaginario collettivo e si segmenta nei modi di dire, restando inconsciamente associata al prodotto ma anche separandosene e prendendo una vita propria così da diventare fenomeno di costume o semplice tormentone.

Spesso ricordiamo belle pubblicità e quasi non le associamo più al prodotto, oppure la forza di uno slogan è stata talmente grande che “si istituzionalizza linguisticamente” in un modo di dire utilizzato comunemente e con frequenza dalle persone.

O così o Pomì

Pirella pubblicita

1984: sul mercato si sta lanciando una nuova passata di pomodoro. Difficile costruire qualcosa di innovativo, ma la celebre agenzia Pirella & Göttsche ci riesce. Dà vita ad uno slogan che entrerà nell’immaginario di tutti e che si basa su un’alternativa che originariamente doveva essere solo quella tra il passare a mano i pomodori, con relativa fatica e perdita di tempo, o utilizzare il prodotto già pronto. Lo slogan è poi diventato iconico, usato dalle persone quasi per dire “non c’è altra alternativa”, “o così o Pomì”.

Questo slogan ha avuto un successo tale che ora il prodotto sarebbe noto quasi anche senza ulteriore pubblicità: un sogno per ogni azienda.

Fate l’amore con il sapore

pubblicita Muller

Una promozione (1994) di uno yogurt che ha giocato, semanticamente, con una rima interna, creando un orizzonte di senso suggestivo e seducente. La frase inizia con un invito, alla seconda plurale, così da spingere l’acquirente non a fare una semplice transazione di tipo “mercantile” ma a fare qualcosa di piacevole come “fare l’amore”.

E in questo caso l’orizzonte emotivo tra le più potenti che si possa evocare è legato al piacere dato dal sapore del prodotto. Una grande padronanza degli strumenti poetici che è sapientemente usata per fini commerciali e che ha dato i suoi effetti.

Non sono tuo padre, sono tua madre

In questo caso cambiamo completamente registro. L’utilizzo geniale dell’elemento surreale contraddistingue questo spot (2011) con protagonista dei chewing gum ripieni. Interno casa, toni stile soap, un attempato padre si rivolge al figlio per una grave confessione: “Figliolo. C’è una cosa che devo dirti. Non sono tuo padre, sono tua madre”. Il tutto mentre si apre la camicia e rivela un petto non propriamente… maschile. Si prosegue sul tono surreal-comico con il figlio che replica: “E io non sono tuo figlio, sono una marionetta, ia ia o”. Con tanto di canzoncina.

Lo slogan “Vi piacciono le sorprese shock? Provate Vivident Blast” compendia il tutto per una campagna di grande impatto.

Tu gust is megl che uan

Ancora una volta una trovata geniale. Legare il cuore del messaggio da trasmettere (un gelato a 2 gusti è meglio di un gelato con un gusto) con un modo eccentrico e divertente di dirlo. Modo che inevitabilmente ti resta in testa e diventerà un tormentone a causa dell’utilizzo di un pessimo inglese maccheronico.

Si aggiunga uno spot tv (anno 1995) che in cui il contesto era un abbordaggio effettuato da un giovanissimo Stefano Accorsi “che sa le lingue” a due ragazze con l’implicito sottotesto 2 sono meglio di una…

Un gustoso sketch diventato virale quando ancora il termine “virale” nemmeno esisteva…

Tre  slogan che come tipologia rispecchiano altri già descritti sopra. Il primo è quello di un celebre amaro, anch’esso poi diventato parte del nostro linguaggio comune. “Cosa vuoi di più dalla vita? Un Lucano”. Vi sarà capitato spessissimo che alla domanda retorica “Cosa vuoi di più dalla vita?” qualcuno vi rispondesse meccanicamente con il nome del distillato.

Il secondo sfrutta un’altra rima interna, facilmente memorizzabile, di forte impatto che istituisce un anti-paragone: “Trony, non ci sono paragoni”. Ancora una volta il tono iperbolico serve ad esaltare la potenza del marchio ma è la rima a fare metà del lavoro cementandosi nella nostra memoria.

Trony manifesto pubblicità

Il terzo è uno storico slogan (1980) di un acqua minerale. Liscia, gassata o Ferrarelle? Anche qui si parte da due dati noti, la differenza tra acqua naturale non frizzante e acqua gassata. Poi c’è Ferrarelle, la via di mezzo, l’effervescente naturale che costruisce il connubio perfetto e diventa la terza via. Uno di quei casi dove si punta a far diventare il nome del prodotto una tipologia. A far dire all’acquirente: “Mi dia una Ferrarelle”. Come si fa con la carta assorbente che viene chiamata con il nome del brand (Scottex).

Ferrarelle pubblicità

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