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Le riunioni di lavoro fuori orario: regole e retribuzioni

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Le riunioni fuori orario di lavoro vanno retribuite dal datore di lavoro? E il dipendente è costretto a partecipare, anche se queste sono programmate al di fuori del suo orario contrattualmente stabilito?

riunioni di lavoro
Image by © Nancy Honey/Corbis

Ci sono molte professioni che operano su turni e spesso diventa problematico poter organizzare per tutti i dipendenti meeting di lavoro in un orario che sia per ognuno ricompreso nelle loro turnazioni. Dunque come ci si regola? Diciamo subito che le riunioni che si tengono fuori dall’orario normale di lavoro, a meno che non siano riunioni sindacali, sono a tutti gli effetti “straordinario” e come tale sono normate e retribuite.

Vedi anche: 5 alternative alle solite riunioni di lavoro

La riunione fuori orario va retribuita

Teniamo come punto di riferimento il Dlgs 66/03. L’orario di lavoro normale settimanale è stabilito in 40 ore, i singoli contratti di settore possono prevedere per picchi di produzione, periodi limitati e nell’impossibilità di assumere personale nell’immediato, orari settimanali maggiorati ma entro un massimo di una media di 48 ore nei 7 giorni (quindi con massimo 8 ore settimanali di media di straordinario). La media delle 48 ore si calcola su 4 mesi: significa che in un arco limitato di settimane si potrà sforare a 50-52 ore ma poi si dovrà rientrare successivamente (quindi magari facendo settimane di massimo 44-46 ore) per tenere la media totale di max 48 ore nei 120 giorni.

In assenza di una disciplina specifica nei singoli contratti di lavoro lo straordinario è ammesso esclusivamente con accordo tra lavoratore e datore di lavoro.

Perché parliamo di straordinario? Perché la riunione di lavoro richiesta dall’azienda è un normale “fatto lavorativo”, quindi rientra nelle attività da svolgere nell’orario canonico e se viene fatta fuori dallo stesso va considerata straordinario.

Riunioni di lavoro sindacali

Caso differente è quello della riunione di tipo sindacale, richiesta cioè non dal datore di lavoro ma dai lavoratori. L’art. 20 Legge 300/1970 prevede che ogni lavoratore abbia diritto a un monte di 10 ore annue retribuite per partecipare alle assemblee sindacali, tutto questo durante l’orario lavorativo.

Se invece i prestatori d’opera liberamente scelgono di tenere le riunioni sindacali non in orario di lavoro il diritto a riunirsi è illimitato ma, chiaramente, le ore non sono retribuite.

Posso rifiutarmi di partecipare ad una riunione fuori orario?

La risposta alla domanda è sì e la giurisprudenza ha recentemente dato ragione ai lavoratori licenziati per non aver lavorato fuori orario di lavoro. Ci riferiamo alla sentenza della Cassazione n 17582 del 4 agosto 2014. Nel merito: un dipendente comunale (esecutore amministrativo) era stato sanzionato per non aver preso parte alle riunioni del consiglio comunale che si tenevano in orario serale.

Nella sentenza si richiama specificamente il Dlgs 66/03 sopra citato dove la pratica del lavoro straordinario deve essere concordata con il lavoratore, “in difetto di disciplina collettiva il lavoro straordinario è ammesso soltanto previo accordo tra le parti che nella specie la pretesa del Comune dì ottenere dalla dipendente prestazioni aggiuntive non rientrava tra le obbligazioni contrattualmente assunte dalla medesima, onde il rifiuto da costei opposto non risultava illegittimo; che dì conseguenza erano anche illegittime le sanzioni disciplinari; che infine era fondata la richiesta di risarcimento del danno”.

È chiaro che in queste situazioni poi vige anche il buon senso: in presenza di un preavviso e di data concordata con i dipendenti la riunione anche fuori orario, purché retribuita come straordinario, è legittima (se non eccede il monte orario dello straordinario stesso) ed è ragionevole partecipare. Per altro è difficile, come si diceva all’inizio, immaginare una riunione di lavoro in orario per tutti quando si fanno turnazioni

Una postilla doverosa: la normativa dello straordinario è comunque variabile nei contratti di settore, quindi meglio verificare nel proprio contratto nazionale cosa si prevede in merito.

Retribuzione riunioni fuori orario

Ancora una volta torniamo al discorso relativo allo straordinario: come tale, la riunione fatta in orario non di lavoro avrà una retribuzione maggiorata. A quanto corrisponde la maggiorazione? Dipende dal singolo contratto e la aumenta nel caso di lavoro notturno o festivo.

1 Comment

  1. Carlo Rossi
    7 aprile 2016 at 12:43 — Rispondi

    Quanto tempo prima il datore di lavoro è obbligato a comunicare al proprio dipendente una riunione fuori dell’orario di lavoro? Grazie

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