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“Magari metà della mia vita fosse cosí eccitante come quella dei miei libri”. Intervista a Lisa Hilton

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Autrice britannica arrivata al successo mondiale con il best seller “Maestra”, Lisa Hilton ama l’Italia e in particolare le Marche. Abbiamo parlato con lei dei libri che scrive e degli autori italiani che ama leggere, e ci ha anticipato qualcosa sul seguito di “Maestra”.

Lisa HiltonPrima di conquistare il mondo con il suo ultimo romanzo Maestra pubblicato in Italia da Longanesi e subito diventato
un caso editoriale tradotto in 38 paesi, la scrittrice Lisa Hilton di libri ne ha scritti altri otto. Romanzi, storici, biografie, finite spesso tra i best seller. Oggi Maestra, questo noir che ha il sapore del thriller erotico, i cui diritti son stati venduti ad Hollywood per farne un film, l’ha consacrata nell’Olimpo delle scrittrici di successo. Lei, elegante, bella, colta, una laurea ad Oxford in storia dell’arte e una passione per l’italia, dove ha vissuto alcuni anni, racconta a Donne sul Web come l’ultimo romanzo le ha cambiato la vita e cosa ama del nostro paese.

Maestra, il suo ultimo romanzo pubblicato in Italia da Longanesi, era prima stato rifiutato da un agente letterario. Oggi è diventato un caso internazionale e Hollywood ha già acquistato i diritti per portarlo sul grande schermo. Cosa ha portato il suo attuale editore alla scelta di pubblicare il romanzo?

Penso forse questo sia dovuto al fatto che, come ha detto il mio attuale editore “è un libro che nessuno ha letto prima”. Volevo fare qualcosa di diverso con Judith, la protagonista, per rompere le regole sia della fiction erotica che di quella criminale, in un modo che sembrasse fresco e moderno.

Il paragone con Cinquanta sfumature di grigio è quasi inevitabile prima di leggere il romanzo. Poi si scopre che Maestra è un thriller erotico con molti richiami e citazioni e una storia avvincente. Quanto di autobiografico c’è in questa storia e come nasce?
Magari metà della mia vita fosse cosí eccitante come quella di Judith! A parte il suo interesse per la storia dell’arte, probabilmente l’elemento autobiografico più forte è quello relativo delle parti ambientante in Italia, un paese dove ho vissuto e il cui entusiasmo ho voluto comunicare.

In che modo legata al nostro paese? Quali sono i luoghi che le appartengono?

Come ho detto prima, ho vissuto e studiato qui, mia figlia ha il passaporto italiano. Ho trascorso quattro anni a Milano e uno a Firenze, ma ho viaggiato in tutto il paese. Questa estate, su suggerimento di un amabile recensore, il Signor d’Orrico, sono andata a Macerata. Amo la Liguria, le Eolie, le Dolomiti, Venezia, ma in questo momento sono appassionata della regione Marche.

Arte, sesso, potere ma non manca anche una critica alla società per la mancanza di meritocrazia . Ne viene fuori una donna, Judith, la protagonista, molto forte e determinata. Una presa di posizione femminista o un modo per comunicare che le donne oggi stanno cambiando anche in rapporto al sesso?

MAESTRA COPERTINATrovo strano che ogni volta che una donna scriva qualcosa, c’è un certo grado di pressione politica nell’interpretazione. Questo libro è stato accolto come un modello di una presa dei poteri moderna ed etichettato come un tradimento al femminismo. Nessuno ha mai chiesto a Lee Child se Jack Reacher fosse un modello positivo per la mascolinità contemporanea. Quindi, in un certo senso, non voglio rispondere a questo tipo di domande, perché sembrano giudicare male l’obiettivo di un romanzo. Tuttavia, se vi è una critica sociale nel libro, è, cosi come lei ha correttamente sottolineato, la meritocrazia. Per inciso, la parola deriva da un libro scritto dal sociologo inglese Michael Young nel 1958- ma ci siamo dimenticati che in origine era una satira.

Maestra sarà al cinema con una produzione americana. Quale attrice potrebbe meglio interpretare il ruolo di Judith secondo lei?
Non ne ho idea! L’unica cosa importante di Judith è che nessuno sa come è fatta lei. Volevo che ogni lettore avesse una propria immagine di lei, quindi sarà un casting piuttosto facile.

Lo scorso giugno ha portato a teatro Love Hurts, insieme al suo ex marito, Nicola Moro, musicista e compositore italiano. Come può fare male l’amore ai tempi dei social network e della generazione Tinder?

Il titolo dell’opera è scherzoso- si tratta del Marchese de Sade, che tutti associano con il sesso ruvido, e di come la sua reputazione sia fraintesa. Penso che Tinder sia l’equivalente romantico di Airbnb: commercializza uno degli ultimi rifugi del privato e lo rende pubblico, materiale, di consumo. Tinder mi fa un pò paura.

Una formazione classica, la sua, con all’attivo anche una produzione di saggi e biografie. Pensa che Maestra le cambierà la vita dal punto di vista professionale e personale?

In un certo senso, ha già cambiato la mia vita, nel senso che ho trascorso l’ultimo anno su un aereo, ma mi sento immensamente fortunata a vivere questa straordinaria esperienza. Maestra ha anche portato meravigliose opportunità nei lavori di tipo storico. Ho recentemente completato un periodo presso la Pinacoteca di Brera a Milano, lavorando sulle etichette per la loro prossima mostra su Caravaggio, e sono in partenza per New York per la produzione di Donmar Warehouse “Liasions pericolose” a Broadway, di cui sono ormai una consulente storica.

Sempre parlando di Maestra, che fa parte di una trilogia, cosa puoi dirci della seconda parte?

E ‘diversa – forse più dark, spero più divertente. Il personaggio deve evolversi, o diventa noioso per tutti.

Cosa pensa delle donne italiane rispetto alle inglesi quando si parla di carriera e relazioni private?

Non vorrei generalizzare, ma penso che è più difficile per le donne in Italia. E ‘ancora un posto più tradizionale e penso che le donne ancora devono svolgere molti più lavori domestici, anche se hanno una carriera. Detto questo, non c’è la stessa cultura anti-donna del Daily Mail che esiste in Inghilterra-può essere solo un’impressione, ma sento che in Italia, le donne si sostengono a vicenda e festeggiano i loro successi.

Le scrittrici italiane che ama leggere?

Recentemente ho finito il libro postumo di Umberto Eco “Pape Satàn Aleppe” . Il suo italiano è così bello da leggere. Apprezzo molto l’oscurità austera di Cesare Pavese e l’umorismo sagace di Diego de Silva- ho riso così tanto in “Mia suocera beve”. Ma non sono molto alla moda: non sono un fan di Elena Ferrante.

A proposito della Ferrante. Cosa ne pensa delle ultime vicende legate alla sua identità?

Credo che il giornalista che si è occupato della vicenda ha ben detto sottolineando che nessuno si era spinto cosi oltre per il traffico di esseri umani in Africa come per il caso Ferrante.

Photo courtesy: Derrik Santini

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