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Perché è giunto il momento di dire basta con San Valentino

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Una giornata speciale per te e la tua metà… che però condividete con milioni di altre persone e con centinaia di aziende felicissime di fare affari grazie a voi. Non è forse arrivato il momento di superare l’idea di San Valentino? Non è forse arrivato il momento di dire basta, ma veramente?

San Valentino

Premettiamo che ci sono cose più importanti nel mondo che pensare se sia giusto o no festeggiare San Valentino il 14 febbraio. Fatta questa premessa, diciamo subito un’altra cosa: molte persone non festeggiano San Valentino. I motivi sono tanti: chi è single, chi non è interessato alle feste imposte, chi pensa che sia una festa solo commerciale; insomma, i motivi sono tanti e tutti validi. Ma ci sono molte più persone che, con finto cinismo, dicono che di questa fantomatica “festa degli innamorati” non gliene freghi nulla, eppure poi, sono quelli che finiscono per festeggiare come tutte le altre. Ma come, non te ne frega niente, eppure poi ti unisci al gregge? Ma sì, non fare lo snob, non fare il duro, che male c’è…

Un’emozione unica, speciale… in fila con gli altri milioni di innamorati

Niente di male, per carità. Ma se c’è qualcosa di stereotipato, banale, commerciale, quella è la festa dell’amore, la festa degli innamorati, San Valentino. Perché dev’essere una data, più spesso una pubblicità, una televisione o un giornale a dirci quando e perfino come festeggiare il fatto che amiamo qualcuno? Perché creare l’illusione di qualcosa di “speciale”? E’ un vero paradosso, quasi un ossimoro: tutti insieme decidiamo di essere unici e speciali per un giorno, lo stesso giorno. Va bene, siamo nell’epoca della condivisione, ma come può essere una cosa unica e speciale e allo stesso tempo essere ripetuta nella stessa identica maniera, nello stesso identico momento – fusi orari permettendo – da centinaia di milioni di persone?

La verità è che ci muoviamo come burattini. E ne siamo anche consapevoli, lo sappiamo e ci scherziamo su, così come sappiamo che il 31 dicembre è una data come un’altra e che possiamo festeggiare con gli amici quando vogliamo, eppure lo facciamo comunque il 31 dicembre. E guai a stare a casa la notte del 31!

Ma San Valentino è ancora peggio. Come se venissimo comandati a distanza decidiamo di fare una serata speciale, ovvero molto simile se non identica a quella che abbiamo visto in film, riviste e pubblicità. E cosa mai ci sarà di speciale? Il banale e prevedibile anello, un vino un po’ più costoso del solito, la serata in ristorante pieno di persone che come voi stanno facendo una “serata speciale”?

Tutte cose che potete fare gli altri 364 giorni dell’anno, anzi, pure meglio: con i ristoranti vuoti, mangiando meglio e magari anche pagando meno. Festeggiate San Valentino un giorno a caso dell’anno, il 12 aprile ad esempio, o il 20 ottobre, ecco, quello sarà un giorno speciale per voi. Volete festeggiare in modo originale? Non fatelo, allora. Quello è davvero originale. Fate qualcosa di strano, qualcosa che non avete mai fatto insieme al vostro uomo o alla vostra donna, un giorno a casa dell’anno, magari senza nemmeno organizzarlo e prevederlo.

Ricordiamoci come nasce la festa di San Valentino

E’ una festa dalle origini antiche, una festa religiosa che sostituì quella pagana dei lupercalia. Si pensa che si cominciò nell’alto medioevo l’usanza di scambiarsi bigliettini d’amore. A metà del 1800 l’usanza si diffonde su scala industriale: ci sono le prime ditte che vendono bigliettini prestampati e la festa di San Valentino assume sempre di più connotati commerciali. Oggi è molto usata dal marketing in tutti i campi.

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