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Perché “Uomini e donne” ha tanto successo? Cerchiamo di svelare il mistero

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Il programma “Uomini e donne” di Maria De Filippi va in onda – col format attuale – dal 2001. Sono 14 anni di tronisti, corteggiatrici e uno share sempre alto. Un programma che fa parte ormai dell’immaginario collettivo. Ma chi non lo guarda non ne capisce il motivo del successo.

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E’ una domanda che ci tormenta da anni: com’è possibile che “Uomini e donne” duri tanto e che abbia sempre successo? Passano i governi, le epoche, assistiamo a trasformazioni sociali e culturali, il mondo della tv cambia, eppure “Uomini e donne” è sempre uguale. Diciamo subito che il segreto del suo successo forse è proprio questo: l’essere sempre uguale. E il merito è della vera protagonista del programma, la silenziosa osservatrice, il capo assoluto, Maria De Filippi, o semplicemente Maria, per i fan. Per cercare di svelare il mistero abbiamo parlato con due persone: uno scrittore che conosce molto bene il programma e una misteriosa entità molto celebre su Twitter come Maria De Filippy (attenzione alla Y finale).

In onda dal 2001, sempre uguale

Il programma è nato nel 1996 come talk show, poi nel 2011 ha cambiato format – mantenendo però il titolo originale – diventando un “dating show”, cioè un programma dove si fanno conoscere delle persone che, innamorandosi, formeranno una coppia nella cosiddetta vita reale. “Tronista”, ovvero colui che dev’essere corteggiato, è perfino entrato nel dizionario Zingarelli nel 2009, questo per capire l’impatto che ha avuto e ha tuttora questo programma del pomeriggio di Canale 5 sulla cultura italiana. Ad esempio ha una pagina Wikipedia sorprendentemente dettagliata, esistono diversi blog dedicati al programma, siti, forum, gruppi e pagine Facebook. Negli anni si è evoluto (il trono over ad affiancare il trono giovane, e altri piccoli dettagli) ma non è cambiato nella sostanza. E’ sempre uguale, ha sempre il suo pubblico e ha sempre successo.

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Insomma, discusso, odiato da alcuni e amato da altri, è inutile fare gli snob: “Uomini e donne” è una realtà italiana con cui bisogna fare i conti. Per alcuni è una vera dipendenza, e non solo per le donne.

La De Filippi è il diavolo?

Emanuele Kraushaar è uno scrittore che ha passato diverse ore della sua vita di fronte a questo programma e nel 2011 ha pubblicato un bellissimo libro dal titolo – non a caso – “Maria De Filippi”. Ecco, chiediamo a lui: chi è Maria De Filippi? Che cosa rappresenta la sua figura all’interno del mondo di “Uomini e Donne”?

“Credo rappresenti l’assenza totale che si trasforma in una sorta di onnipresenza” spiega lo scrittore. “Maria De Filippi difficilmente interviene con una sua opinione per giudicare gli ospiti del programma; se lo fa, è sempre con un garbo di neve che cade leggera, lenta e che poi però copre ogni cosa. La sua è una presenza-assenza che alla fine sembra comunque occupare ogni spazio. Maria de Filippi è un’icona trasversale che da anni cattura l’attenzione di moltissime persone. È il diavolo, se lo si intende in senso etimologico di ‘separatore’, in quanto realmente divide l’opinione pubblica in modo chirurgico tra monarchici, a favore della regina Maria, e antimonarchici”.

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Il programma, inutile dirlo, è spesso stato bersaglio di attacchi e polemiche da parte di giornalisti, critici e associazioni di genitori, che lo considerano diseducativo. Inoltre viene accusato anche di mettere in scena delle situazioni non reali, sceneggiate, ma in realtà – per chi lo conosce bene – questo confine tra vero e falso non è così importante all’interno del mondo di “Uomini e donne”. E’ esattamente come nel wrestling americano. Milioni di persone lo guardano, pur sapendo che c’è una buona dose di “teatro”, che si tratta di una messinscena, e questo non cambia nulla.

“Milioni di persone guardano questo programma” continua Emanuele Kraushaar. “Molti probabilmente lo vedono distrattamente, ma sono comunque numeri di un audience che da anni nella fascia pomeridiana non sembra avere rivali. Mi è difficile definire ‘le persone che lo guardano’, ma immagino una lunghissima fila di gente che vorrebbe essere lì in tv a fare il/la tronista o il corteggiatore/la corteggiatrice e che forse prima o poi ci sarà. Non so se tra le persone che conosco ci sia qualcuno che veda il programma con interesse. C’è un amico che mi ha confessato – come un segreto ignominioso – di vederlo per distrarsi da tutti i problemi del momento; dice che è l’unica cosa che lo porta in una terra lontana e sconosciuta”.

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Un mondo parallelo

Effettivamente entrare nel mondo di “Uomini e donne” è entrare in un mondo parallelo. All’inizio potrete provare repulsione, trovarlo “trash”, ma se resistete vi ritroverete a non poterne fare a meno o quasi, trovando una logica interna in quello che apparentemente è un semplice delirio tra giovani esibizioniste e maschi palestrati e non troppo svegli. Troppo semplice: non è solo questo. Ma la domanda che si fanno in molti, soprattutto quelli che non lo guardano, e che tormenta anche noi, è questa: perché ha tanto successo?

“Perché tocca tasti sensibili come quelli connessi al concetto di corteggiamento/eliminazione” sostiene Kraushaar. “C’è un filo che lega il ‘mi dispiace ti elimino’ al pollice verso dei combattimenti gladiatori. Il pubblico entra facilmente in empatia con il corteggiatore o con il tronista. La salvezza di un tempo è il successo di oggi, che viene vissuto in modo morboso e ossessivo. “Uomini e donne” è una porta verso una presunta ed effimera notorietà. Spesso infatti il programma si rivela un fiume nero che trascina via ogni cosa: dopo qualche mese difficilmente ci si ricorda il nome di un tronista o di un corteggiatore”.

“Uomini e donne” e il Web

Come abbiamo visto, dal 2001 a oggi il mondo è cambiato: Torri gemelle, terrorismo, guerre, scontri di civiltà, mode che vanno e vengono, il papa che si dimette, il nuovo papa, Internet, Facebook e Twitter, ma “Uomini e donne” non ha risentito di tutto questo. Lo share, per quella fascia oraria, è sempre alto, ma soprattutto il programma ha goduto di una seconda vita proprio grazie ai social network. Il Web, quel mostro che secondo alcuni avrebbe dovuto uccidere la tv, ha in realtà aiutato questo e altri programmi ad aggiornarsi e mantenere un legame con il pubblico, non più passivo davanti alla tv, ma sempre più commentatore partecipante. Molto spesso tra gli hashtag di tendenza su Twitter ci sono personaggi di “Uomini e donne” e su Facebook le pagine dedicate al programma sono commentatissime.

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Su Twitter c’è poi lei, Maria De Filippy, con la ipsilon finale, unica e vera Maria, almeno secondo quanto sostiene lei stessa. 83mila follower, commenta in diretta le puntate ed è molto seguita dai fan del programma e non solo. Nella bio dice “Naturalmente un fake; o forse no?”. Come abbiamo già detto il confine tra reale e immaginario, tra vero e falso, non è importante nel mondo di “Uomini e donne”. Per questo motivo abbiamo deciso di intervistare proprio lei, Maria De Filippy, e chiederle il segreto di tanto successo: “Perché ci sono io che sono la Regina d’Italia” risponde senza dubbio alcuno. “Altrimenti non si spiega come la gente possa essere così pettegola ed impicciona per appassionarsi a questi pizzettari”.

Un genio inarrivabile

“Il pubblico è vario” prosegue, “ci sono le ragazzine che si innamorano del tronista; i ragazzini che si innamorano delle troniste (e delle MILF del Trono Over); gli anziani che si trovano la balera dei loro sogni per un’ora al giorno su Canale 5. Sono un genio inarrivabile”.

Ma è meglio Games of Thrones o Uomini e donne? E cos’hanno in comune? “Non ho mai visto Game of Thrones ma penso che mi abbiano copiato, anche se mio figlio dice di no.”

Chiediamo: Maria De Filippi potrebbe diventare il primo premier donna della storia della Repubblica italiana? Ma la risposta è perfino ovvia: “Io sono già Regina. La democrazia non mi appassiona”. Questo l’avevamo capito: il regno di “Uomini e donne” non potrebbe mai fare a meno di lei.

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