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Vincerà la Clinton o Donald Trump? Sebbene favorita, la vittoria della Clinton non è così scontata. Ecco le ultime news e i sondaggi. La differenza tra i due candidati diminuisce.

Hillary Clinton

Ora è un testa a testa, un duello che si preannuncia tra i più imprevedibili e complicati di questa corsa alla Casa Bianca che eleggerà il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America. L’ultimo sondaggio del New York Times e Cbs consegna al mondo un quadro che fa tremare i democratici e i sostenitori di Hillary Clinton. L’ex Segretario di Stato sarebbe avanti con il 42% dei consensi contro il 39% di Trump. La differenza a marzo era di nove punti (50% contro 41%).

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Secondo il sondaggio della Quinnipiac University, la candidata democratica ha perso il suo vantaggio sul tycoon newyorchese in tre Stati chiave ancora incerti: Florida, Ohio e Pennsylvania. La Clinton ha bruciato il vantaggio di otti punti su Trump in Florida e si ritrova vicino al tycoon anche in Ohio e Pennsylvania. In Florida, Trump è in vantaggio sulla Clinton 42 a 39 per cento rispetto al 47-39% per l’ex segretario di Stato del 21 giugno. Trump ha un vantaggio 43 a 41 per cento in Pennsylvania, rispetto al 42-41 precedente e sono entrambi al 41 per cento in Ohio.

Secondo il Ny Times il 67% non si fida della Clinton

Ma il sondaggio che spaventa il clan dei Clinton è quello del New York Times. Secondo il prestigioso quotidiano Americano, il 67% degli elettori ha affermato che la Clinton non è onesta e che non ci si può fidare di lei. A determinare questa percentuale è lo scandalo ribattezzato “mailgate” che ha coinvolto la Clinton accusata di usare un server privato quando ricopriva la carica di Segretario di Stato. Sebbene nei giorni scorsi l’FBI ha scagionato Hillary per mancanza di elementi solidi che l’avrebbero incriminata. Senza risparmiarle però l’accusa di negligenza per l’uso istituzionale del server privato.

Ma la vicenda sembra non finire qui però. Se per l’FBI il caso è chiuso, Il dipartimento di Stato Usa riaprirà l’indagine interna sulla possibile cattiva gestione delle informazioni riservate da parte dell’ex segretario di stato Hillary Clinton e del suo staff. Ancora grane insomma per Hillary Clinton che le fanno perdere consensi sul piano elettorale soprattutto tra i giovani, che la accusano sempre di rappresentare gli interessi dell’Alta finanza e di una certa politica elitaria.

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In America, l’opinione pubblica ha ribattezzato la vicenda chiamandola la “Sindrome di O.J.Simpson“, il campione di football accusato di omicidio e giudicato non colpevole nonostante indizi, tracce e moventi: tutti sono convinti della colpevolezza, ma nessuno riesce a dimostrarla, come ha scritto un commentatore del Boston Globe.

Il sostegno di Obama

A credere in lei Barack Obama, presidente uscente che ha ufficializzato il suo endorsement per Hillary Clinton qualche settimana fa.

Obama Clinton

Dichiarando senza esitazione che sí, è lei la donna giusta per questo ruolo. Altro endorsement arriva da Bernie Sanders, il senatore del Vermont che si è ritirato dalla corsa elettorale registrando un personale successo e portando una certa fetta di America alla ribalta: quella “rivoluzionaria” che sogna un’eguaglianza societaria.
Questo attempato signore ebreo, nato e cresciuto a Brooklyn era partito con il 5 per cento e ha chiuso la campagna elettorale con 12 milioni di voti. Ha fatto sognare soprattutto i giovani, scosso la popolazione Americana, animato comizi e sit in. Con lui l’America ha ritrovato il dibattito politico e si è compattata intorno a temi cone stato sociale, diritto all’assistenza sanitaria e allo studio.

Analisti politici e giornalisti a stelle e strisce sostengono però che i voti della Clinton non traghetteranno automaticamente verso la sponda di Hillary Clinton. Anzi.

E dall’altra parte c’è Trump…

Intanto sull’altro fronte , il bizzarro magnate newyorchese è riuscito a coalizzare anche il partito repubblicano, che per necessità ha dovuto stringere il cerchio intorno ad una scelta che i quadri ufficiali del partito forse non avrebbero fatto.

Nei giorni scorsi, il candidato alla corsa presidenziale ha scelto il governatore dell’Indiana come suo vice, Mike Pence, uno che si definisce “Cristiano, consevatore e repubblicano” in quest’ordine e che ha sostenuto la riforma sanitaria di Obama ma che non ha mai nascosto le sue frizioni e idelogie contro gli omosessuali.

Nessun vice ancora per il partito democratico. Dai rumors viene fuori che Clinton sceglierà Elizabeth Warren, una versione più a sinistra dell’ex segretario di Stato.

Intanto l’incognita rimane tutta nelle mani dell’elettorato Americano che si trova davanti ad una scelta difficile: Trump vs Clinton.

A pesare sulla scelta i grandi temi di politica internazionale e quella interna.

Trump raccoglie consensi e fa leva su quella parte di popolo Americano sensibile al tema immigrazione mentre la Clinton ha da sempre dalla sua parte l’elettorato afro-americano e la popolazione più adulta.

I giovani sono la vera sorpresa di questa unica e complicata campagna elettorale. I “sandersiani” probabilmente non appoggeranno Clinton e non andranno a votare mentre i conservatori si schiereranno dalla parte del magnate. Incertezza e confusione, aspettando le convention di fine luglio che nomineranno ufficialmente i candidati.

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