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Beachwear made in Italy, o moda mare italiana, se preferite. In occasione di Blue Longe, l’oasi beachwear della Milano Fashion Week, abbiamo parlato con le protagoniste di quanto conti il Made in Italy, dell’importanza della Rete per il business della moda e di cosa significhi essere donna in un mondo creativo e imprenditoriale così competitivo.

Tra le novità della settimana della moda di Milano c’è il Blue Longe, uno spazio (in via Tortona 14) dedicato a più di 20 marchi di beachwear, ovvero la moda mare, una delle punte di diamante di quella galassia in costante espansione che è la moda Made in Italy. Ne abbiamo approfittato per parlare con alcune donne, stiliste e imprenditrici, dietro i brand più interessanti del settore.

Margherita Mazzei

Marcherita Mazzei

Margherita Mazzei, napoletana, ha iniziato 15enne come indossatrice. Nel 1995 ha fondato la sua prima azienda di beachwear e ci parla così del suo passaggio da modella a stilista: “Non è stato un passaggio brusco, ma il giusto epilogo di un amore incondizionato per la moda che mi ha portato a passare dall’altra parte della barricata… Creare capi che potessero dare femminilità e quindi rendere più sicure le donne l’ ho trovato molto più stimolante”.

Secondo lei il mondo della moda è un modo dominato dagli uomini?

“Come per tutti i lavori esistenti, gli uomini hanno rispetto alle donne agevolazioni in più e sono di gran lunga facilitati nella carriera. Ma quando trovi una donna che c’è l’ha fatta, diventa imbattibile”.

Una donna è più sensuale coperta o scoperta?

“Diciamo che il classico vedo non vedo, funziona sempre. E’ banale ma è proprio così. Mai scoprirsi troppo, il gioco della seduzione è proprio nell’ immaginazione. Tolto quello, non c’è più storia”.

Come può definire il suo rapporto con Napoli?

“E’ un rapporto viscerale. Forte. Potente. Autentico. Passionale. Fatto di gioia e dolore. Di odio e amore. E come tutti i sentimenti forti, ti animano e ti legano per la vita. Viaggio molto per il mio lavoro ma l’energia creativa che sento nella mia città non l’ho mai trovata altrove. Napoli fucina di arte e creatività. Per sempre”.

Crede nell’e-commerce?

“Internet ha definitivamente cambiato il mondo in cui viviamo e il mondo in cui intendiamo la realtà. Ci ha permesso di comunicare, vivere, amare vendere e comprare in uno spazio parallelo che rompe le leggi dello spazio e del tempo. Il futuro sarà sempre di più orientato sull’ online. Credo che da qui a 10 anni i consumi mondiali saranno sempre più gestiti dalle piattaforme”.

Cosa c’è nel futuro creativo e imprenditoriale di Margherita Mazzei?

“La creatività è in continua evoluzione. Io ed il mio team ogni giorno viviamo l’azienda in modo dinamico e moderno. Tanti sono i progetti in cantiere, quali la creazione di una linea abbigliamento ed accessori dedicata ad una donna moderna e cosmopolita me che vive il suo tempo con disinvoltura senza rinunciare ai canoni della femminilità, da sempre tratti distintivi del marchio”.

Quanto conta oggi, realmente, il concetto di made in Italy?

“Per me è fondamentale. L’artigianalità, le lavorazioni sartoriali, la scelta di materie prime pregiate e rigorosamente italiane hanno da sempre accompagnato le mie collezioni. Ad esse non rinuncio. Il made in Italy nel mondo è la colonna portante della moda. Le azienda che rinunciano a ciò sono destinate alla lunga a perdere posizioni importanti e retrocedere nella grande corsa chiamata business”.

Fiorella Magarò

Fiorella Magaro

“Noi di ELLA desideriamo che non sia la cliente a fare la prova costume, ma è il costume che farà la prova sulla cliente” riassume così, efficacemente, il suo approccio la stilista Fiorella Magarò del brand “ELLA by Fiorella”, di recente costituzione, ma lanciato da una professionista con trent’anni di esperienza nel settore del beachwear come Fiorella Magarò.

Secondo lei il mondo della moda è un modo dominato dagli uomini?

“Assolutamente no, ma poi non è questione di dominare, semmai l’uomo o la donna possono essere influencer”.

Una donna è più sensuale coperta o scoperta?

“La sensualità non si misura in centimetri di pelle coperta o scoperta, ma è un modo di essere. Ci sono donne che per farsi notare, credendosi sensuali, si mettono “in mostra”, ma la sensualità è data dalla naturalezza dei movimenti, del comportamento. Ricordiamoci che l’apparenza inganna solo i mediocri”.

Crede nell’e-commerce?

“Secondo me può funzionare per le aziende che producono capi tradizionali, o capi con prezzi interessanti, o capi il cui marchio è già consolidato. La politica produttiva del mio marchio, di recente nascita, è esclusivamente 100% made in Italy. Caratteristiche che si scontrano da quanto scritto sopra. Inoltre alcuni capi sono modellisticamente “particolari”, e vanno indossati prima di essere acquistati, motivo per cui la vendita con e-commerce non è consigliabile”.

Quanto conta oggi, realmente, il concetto di made in Italy?

“Per me è una regola di vita personale e professionale”.

Linda Raff

linda Raff

Linda Raff, classe 1989, è un architetta di origini argentine che da un po’ di tempo ha portato la sua visione nel mondo dell’abbigliamento. E a lei chiediamo proprio che cosa può portare l’architettura nel mondo della moda, e che cosa invece la moda nel mondo dell’architettura: “Sia l’architettura che la moda formano parte dell’arte per cui io sono molto legata ad entrambe. E’ stato molto facile dopo la laurea in architettura entrare nel mondo della moda visto che noi architetti abbiamo l’occhio preparato per vedere oggetti spezzati. Ho capito che mi piaceva la moda quando prima di vedere se un capo era bello, guardavo com’era stato fatto, quindi pezzi di tessuto, accessori come zip, bottoni, tasche per ottenere un prodotto finale. Con alcuni prodotti mi capita che rimango molto sorpresa del lavoro che c’è dietro e che magari solo alcuni se ne accorgono”.

Secondo lei il mondo della moda è un modo dominato dagli uomini?

“E’ da una vita che gli uomini dominano il mondo, non solo nella moda ma in tutte le professioni, anche nell’architettura. Negli ultimi anni le donne piano piano hanno cominciato a guadagnarsi uno spazio meritato. Penso che tanto gli uomini come le donne hanno un modo di lavorare che è molto più vantaggioso se si fa insieme. Gli uomini sono solitamente più pratici mentre noi donne possiamo analizzare tutto mille volte e quindi dare più sicurezza”.

Quali sono le ultime tendenze della moda mare?

“Come tendenza mondiale credo che l’ecologia da tanti anni dovrebbe essere la prima. Non capita con tutti i marchi, ma è dove vorrei portare il mio brand. Ho disegnato una collezione con un tecno-tessuto eco sostenibile realizzato con filo di Nylon rigenerato ECONYL® che trasforma i problemi derivanti dai rifiuti in soluzioni per la moda e il design di interni. Il tessuto è versatile, resistente, sottile, elegante, elastico, morbido e traspirante. È un mix unico tra compressione muscolare e comfort. Grazie all’innovativa costruzione ha una resistenza più che doppia agli attacchi di cloro, creme e oli solari rispetto ai tessuti competitor. Come tendenze generiche penso che gli anni 90 siano tornati e che lo slip sgambato e i colori fluo siano predominanti per questa nuova stagione”.

Cosa c’è nel futuro creativo e imprenditoriale di Linda Raff?

“Io mi occupo di diverse aziende, non gestisco solo la moda. Come architetto nel mio futuro vorrei dedicare più tempo a disegnare e costruire, ma attualmente seguo progetti propri sia nel ambito tecnologico (Blockchain, cryptomonete, app), progetti sportivi come il mio centro medico sportivo Perform che ho a Bergamo, in più sto sviluppando un progetto editoriale, un altro progetto sportivo insieme a mio marito e un progetto legato alla ristorazione”.

Quanto conta oggi, realmente, il concetto di made in Italy?

“Il concetto Made in Italy è molto importante per gli italiani, credo che conoscere dove si fa la produzione, chi la fa, quanto si paga ai dipendenti sia fondamentale per evitare problemi come lo sfruttamento della mano d’opera (sia di bambini come di adulti). In più creare posti di lavoro per il paese in cui si abita è sempre vantaggioso per l’economia italiana”.

Crede nell’e-commerce?

“Il mondo tecnologico è il futuro, sono molto coinvolta con i nuovi cambi e so che la gente acquista online sempre di più. L’esperienza del mio sito web con e-commerce è stata molto positiva, anche se il beachwear ha la necessità di essere provato. Ho trovato la soluzione facilitando il reso o il cambio. I tempi di consegna e il tracciamento della spedizione sono strumenti che convincono all’acquisto online”.

Francesca e Alessandra Piacentini

beachwear made in Italy Piacentini

Dietro il brand Miss Bikini, e ora al nuovo Le Piacentini, ci sono Francesca e Alessandra Piacentini, stiliste romane, sorelle, nonché pronipoti del celebre architetto e urbanista Marcello Piacentini. Interessata alla moda fin dall’adolescenza, dopo anni di viaggi, di ricerca e di sperimentazione, sono arrivate al beachwear nel 1999 con il brand Miss Bikini: “La nostra passione per la moda ci ha spinto alla ricerca di ciò che era il nostro ideale anche nel bikini e da lì è iniziata la voglia di creare una moda mare che ci corrispondesse.”

Secondo voi il mondo della moda è un modo dominato dagli uomini?

“Il mondo del business in generale è dominato dalla figura maschile ma esistono tante donne che stanno scardinando questa realtà e quindi anche nella moda ormai ci sono tante figure di successo”.

Una donna è più sensuale coperta o scoperta?

“Una donna è sensuale attraverso ciò che ha dentro attraverso ciò che è e che esprime e non in base a ciò che mostra del suo corpo”.

Credete nell’e-commerce?

“Ovviamente sì. Anzi, crediamo che sia il futuro assoluto e stiamo investendo molto in tal senso”.

Cosa c’è nel futuro creativo e imprenditoriale di Alessandra e Francesca Piacentini? Continuerete a collaborare insieme?

“Abbiamo creato un nuovo brand di abbigliamento che si chiama proprio “Le Piacentini “, un nuovo progetto che ci vede nuovamente affiancate. E’ molto stimolante e ci permette di esprimerci ancora una volta creativamente”.

Quanto conta oggi, realmente, il concetto di made in Italy?

“Noi ci crediamo ancora, infatti questo nuovo progetto è interamente Made in italy e troviamo sia importante sostenere questo valore aggiunto”.

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