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Debora Pollina, fare impresa sostenibile e green al Sud si può

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Alia Skin care, azienda  di cosmetica fondata da Debora Pollina, nasce in Sicilia e usa solo materie prime naturali dell’Isola. Una storia di impresa femminile al Sud, raccontata in questa intervista a  Donne sul web.

Debora Pollina

Una scommessa che ha richiesto coraggio e un pizzico di incoscienza ma che ha puntato tutto sul territorio e sulla sostenibilità, rivelandosi oggi una scelta vincente.

Debora Pollina, trentenne trapanese ha da un anno e mezzo circa ha fondato “Alia skin care” una linea cosmetica che nasce in Sicilia e delle materie prime siciliane fa il suo punto di forza.

Dopo la laurea in in Scienze e Tecnologie dei Prodotti Cosmetici ed Erboristici e successivamente in Farmacia, entrambe conseguite all’Università degli Studi di Ferrara, Debora lavora nel settore farmaceutico e cosmeutico a Parma, per poi ritornare nella sua Sicilia e fondare Alia Skin care.

A Donne sul web racconta cosa significa fare impresa nel Sud Italia e quali sono le scommesse future.

Alia Skin Care cosmetici

Come nasce Alia e quali sono gli obiettivi?

“L’obiettivo della nuova linea cosmetica Alia skin care è di investire sulle risorse e sulle tradizioni del territorio realizzando prodotti di alta qualità, che si distinguono per l’elevata concentrazione di principi attivi, così come indica il significato del nome Alia “alto, sublime, elevato”. Una linea dedicata alla cura della pelle e dei capelli dove la purezza degli estratti vegetali si unisce alla ricerca scientifica di formule specifiche e la tradizione dell’arte della pittura su maiolica si sposa con un design moderno ed elegante”.

Alia si caratterizza per la sua sostenibilità e l’attenzione alla qualità.

“Investiamo su un’attenta ricerca scientifica per garantire al consumatore il massimo della qualità.
Sviluppiamo formule nel rispetto dell’ambiente, senza petrolati, parabeni, OGM, SLES/SLE, siliconi e derivati animali. Nell’area di ricerca e sviluppo valutiamo le nuove materie prime, verifichiamo la stabilità del prodotto, i nuovi materiali di confezionamento e la loro compatibilità con il prodotto cosmetico stesso.
Di ogni prodotto cosmetico misuriamo i parametri chimico fisici: densità, viscosità, pH, per verificare la caratterizzazione quali-quantitativa. Ogni formula viene stressata sia meccanicamente che termodinamicamente in modo da prevederne la stabilità chimica e il periodo di conservazione. Le formule infine vengono sottoposte a specifici test microbiologici (tra cui il challange test).
Operiamo nel rispetto dell’ambiente, delle prescrizioni legali che lo tutelano.

Abbiamo selezionato ingredienti naturali e tipici nel rispetto delle tradizioni locali e dell’autenticità del territorio Trapanese.
Un’esperienza alla scoperta delle dolci note profumate di fiori di mandorlo, limone, arancio e gelsomino e della delicatezza sulla pelle dell’olio extravergine di oliva, di mandorle dolci e dell’estratto di malva reale”.

Dopo alcune esperienze fuori dalla Sicilia, hai deciso di rientrare nella tua terra. Una scelta non facile

“Rientrando in sicilia un anno e mezzo fa ho trovato una Sicilia cambiata in meglio, che da più possibilità ai giovani di avventurarsi  nell’imprenditoria. Questo però riguarda la mia generazione, non quella passata”.

Quali sono le difficoltà che hai trovato in Sicilia?

“Partiamo dai vantaggi:  le risorse del territorio, quelle naturali. Sembra banale ma tutto quello che  utilizzo e sfrutto viene da questo territorio: ingredienti locali fino al packaging, realizzato da Giulia Cordio, un’artista di Trapani che si occupa di pittura su maiolica nel suo laboratorio artigianale. Resta ancora una mentalità tipica siciliana che resiste ancora: quella di piangersi addosso e di non incoraggiare chi ha deciso di rientrare”.

C’è un nuovo modello di impresa giovanile siciliana, quali sono i fattori sui quali si basa?

“Volontà di rimanere fermi sui propri principi, valori, sfruttando sempre le proprie tradizioni. Fare impresa oggi significa credere e valorizzare le nostre tradizioni ed origini, cercare di fare rete e mettere da parte il  nostro individualismo”.

Come vedi il futuro di Alia?

“Non diverso dal presente Tra dieci anni vorrei vedere una realtà che si basa su questi valori con i quali è nata, che sfrutti al meglio e valorizzi le risorse del territorio, che faccia rete con gli imprenditori agricoli locali per le materie prime. Sicuramente voglio che il mio brand si diffonda anche all’estero e che sia legato all’immagine di una Sicilia bella, ricca e piena di grandi risorse”.

Qual è il target dei tuoi prodotti?

“Molto variegato.  Dalla studentessa alla professionista. Tutti però hanno in comune l’attenzione per la qualità, la sostenibilità e il rispetto per l’ambiente”.

A chi lascia e a chi resta cosa dici?

“Formarsi fuori, fare esperienze all’estero, necessarie per chi vuole fare impresa. Confrontarsi con altre culture, sistemi, avere input diversi.

Sta crollando il mito del posto fisso e quindi questo comporta alla mia generazione confrontarsi con due possibilità: andare all’estero dove vige la meritocrazia, tornare per fare impresa e crederci fino in fondo.

Certo ci vuole molto coraggio e forse un pizzico di incoscienza, entrambi  sono sempre necessari. I giovani devono scommettere e provarci, essre consapevoli delle proprie potenzialità. Bisogna provarci sempre”.

 

 

 

 

 

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