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Donne e impresa, Barbara Mori: ” fare eventi è un lavoro che fai perché ce l’hai nel sangue”

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Intervista a Barbara Mori imprenditrice Toscana titolare insieme alla sua socia Luana Masini dell’agenzia di eventi  “Evinco”. Tra lavoro e famiglia , la sua storia e il segreto del suo successo: ” tenacia e puntare in alto”

Barbara MoriSiamo a Pisa, vicino alla stazione dei treni, in uno dei vari spazi della città utilizzati in co-working. Qui, Barbara Mori ha fondato la sua agenzia di eventi assieme alla socia e collega Luana Masini. Le due donne, rispettivamente di 45 e 56 anni, hanno inaugurato la loro “Evinco” nell’aprile 2014, dopo una lunga esperienza nel settore congressuale. Di fatto, rimettendosi in gioco nel settore che amano.

“Per ora siamo in due – esordisce Barbara -. Permettersi dipendenti è quasi un lusso, ma a parte questo crediamo molto nella collaborazione seria: instauriamo con i nostri fornitori una partnership basata sulla fiducia. Devo dire che questo metodo sta ripagando.” E continua: “Figurarsi che ho fatto ragioneria, poi Economia all’Università. Ho preso il patentino da commercialista e ho cominciato a fare pratica presso uno studio la mattina. Ma per arrontondare lavoravo anche in un’agenzia di eventi il pomeriggio: quando ho iniziato non sapevo assolutamente niente di questo settore.”

Eppure, la scintilla è scoccata proprio così.

Barbara, qual è stato il suo percorso professionale prima di Evinco?
Parlo anche per la mia socia Luana. Abbiamo un’esperienza ventennale nell’ambito dell’organizzazione di eventi. Io dal 1996 e la collega ancor prima, lei nasce con il turismo leisure quindi tutto ciò che è l’organizzazione del viaggio, individuale o di gruppo, a fini di puro piacere. Da qui l’approccio ai congressi medico-scientifici, precisamente la cura di una delegazione per un cliente sponsor, quindi medici invitati a congressi italiani ed esteri dalle aziende farmaceutiche. Siamo passate poi all’organizzazione di congressi veri e propri come segreteria organizzativa. In questo senso arriviamo a chiudere il cerchio portandoci dietro un background molto importante, una storia con cognizione di causa, attenzione alla qualità e ai rapporti umani.

Prima lavoravate assieme?
Sì, ci siamo conosciute nella nostra precedente esperienza lavorativa. A un certo punto, un po’ per una situazione di mercato particolare, un po’ per un discorso di politiche aziendali che hanno chiesto di andare in una certa direzione, poiché l’azienda in tal senso non era le persone che ci mettevano la faccia, abbiamo detto “No, non siamo d’accordo”. Era una visione che non ci apparteneva e abbiamo deciso di mantenere la nostra impronta e il nostro carattere.

Si fa presto a dire evento, ma qual è la parte più difficile del suo lavoro?
Questo è un lavoro che fai perché ti piace e ce l’hai nel sangue. Quando si parla di eventi la responsabilità è grossa, personalmente, moralmente ed economicamente. Tu sei il punto di riferimento di tante situazioni e figure che ruotano attorno all’evento. Devi cercare di capire, assecondare gli animi, tranquillizzarli senza perdere di vista l’obiettivo e il tuo lavoro.

modiap Barbara Mori eventi

E invece dal punto di vista imprenditoriale, qual è la difficoltà maggiore che ha riscontrato?
La difficoltà maggiore non è stata nell’avviare l’impresa, ma successivamente e anche ora, con riferimento al territorio pisano, più che all’Italia. Il sistema Italia lo conosciamo tutti e se vogliamo operare dobbiamo “adattarci”, cercando di essere ben organizzati.  Il sistema pisano invece è ben altra cosa: un’oligarchia strisciante che trova spazio nella connivenza dei committenti. In più, il nostro è un mestiere strano, ancora non molto riconosciuto. Anche se si sono sviluppate scuole e master non c’è una normativa che tuteli il lavoro di questi professionisti. Capita di fare dei preventivi, delle stime di fattibilità, e poi l’evento se lo fa da sé chi l’ha chiesto. Non è corretto professionalmente, e devi fare attenzione perché se sei tu a importi in un certo modo prima di iniziare una fattibilità, rischi a priori di perdere il potenziale cliente.

Nel suo settore ad oggi sono molte le proprietarie di agenzia donne?
Credo che oggi siamo verso un fifty-fifty. Prima no. Prima c’era una predominanza di proprietà maschile e addetti al lavoro femminile, a vari livelli responsabilità più o meno riconosciuti.

Qual è l’evento di Evinco che le ha dato più soddisfazione?
Me ne vengono in mente due. Uno è il Pisa Book Festival: la direttrice si è trovata ad avere bisogno di una segreteria organizzativa, da lì c’è stato questo passaggio di consegne e una grande dimostrazione di fiducia nei nostri confronti. È molto interessante, esce dai canoni dell’evento medico-scientifico e ci apre a un mondo diverso. Abbimo avuto altrettanta soddisfazione per un evento arrivato grazie a questa situazione di co-working, di cui c’è appena stata la prima edizione: Modiap, la mostra del design, dell’industria e dell’artigianato del territorio pisano. L’argomento era per noi una cosa nuovissima. È sempre organizzazione di evento, ma con un’altra impronta, un altro filo conduttore, un misurarsi con realtà che non conoscevamo eppure molto importanti. Durante i giorni della mostra è stato bello vedere come i clienti espositori si siano rilassati, predisposti… da un certo distacco nella preparazione siamo arrivati a uno scambio sinergico, uno stimolarci a vicenda.

Per concludere, che cosa ci dice della conciliazione vita-lavoro-famiglia avendo un’impresa?
Non è solo “avendo un’impresa”, è anche il tipo di impresa! I messaggi e le telefonate arrivano più o meno sempre. Non tutti i giorni, ma capita, e ci devi essere. Gli orari non esistono. È vero che non timbri il cartellino, ma è anche vero che cerchi di pianificare delle cose e poi saltano, perché il lavoro è lavoro. A volte puoi dire “Ti chiamo più tardi” o “Lo vediamo domani”, a volte no. Posso dire che il mio bimbo a 5 mesi era sul bancone del Palazzo dei Congressi di Pisa con il badge del congresso. Già a 2 mesi l’ho lasciato a dormire dai nonni perché dovevo partire… ma tutto con molta tranquillità, quello dipende anche dal carattere.Ci sono momenti in cui mancano delle situazioni più tranquille, ma per il resto va bene. In mezzo a mille difficoltà siamo felici.

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