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Hillary Clinton è lei la donna che cambierà la storia? Le ultime notizie, le strategie della prima donna candidata alla Casa Bianca e gli ultimi sondaggi

Hillary-Clinton-5-agosto-2016-Washington

Comunque vada un primo traguardo è stato raggiunto: Hillary Clinton è la prima donna candidata alla presidenza degli Stati Uniti in un paese in cui le donne rappresentano più della metà degli elettori. A cento anni da quando Jeannette Rankin è stata la prima donna eletta nel Montana e a 96 anni da quando è stato concesso il diritto di voto a tutte le donne, Clinton potrebbe coronare il percorso verso la piena uguaglianza delle donne negli Stati Uniti.

Acclamata nella convention di fine Luglio a Filadelfia, Hillary ha parlato per oltre 60 minuti, introdotta dalla figlia Chelsea.
Mostrando il solito piglio deciso, la sicurezza e l’oratoria frutto di tanti anni di carriera politica.
Poichè l’ultimo sondaggio ha mostrato che il 67% degli americani non ha fiducia nella signora Hillary Clinton, lei alla convention di Filadelfia ha dovuto dedicare i primi 20 minuti a parlare della sua carriera politica e professionale, dei suoi inizi, ricordando i sacrifici, le lotte e la passione per la politica.

Per poi concludere la prima parte del discorso annunciando : E’ con molta fiducia, sicurezza, umiltà e determinazione illimitata che accetto la nomination alla presidenza degli Stati Uniti d’America”.
Il sito Politico commenta : “Con tutti i suoi difetti, Clinton non si è mai piegata, nonostante le avversità personali e politiche. Con la sua grinta ha finalmente conquistato un posto nel pantheon politico degli Stati Uniti, e non importa che succederà a novembre”.

Lo slogan alla Convention

“Sono qui per dirvi che il progresso è possibile. Da oggi cominciamo a scrivere un nuovo capitolo. Tutti insieme”. Stronger Together, più forti insieme, è lo slogan che la Clinton ha voluto per questa convention. Uno slogan forse meno originale e carismatico del più accattivante, Yes, we can, scelto da Barack Obama.

Le stoccate a Trump

Nel suo discorso di circa 60 minuti, Hillary Clinton non manca di lanciare frecciatine a Donald Trump, suo avversario con il quale i toni si sono accesi negli ultimi giorni.
“Io non costruirò muri, dice la Clinton, in contrasto con la politica di Trump che ha fatto del muro il simbolo di questa campagna elettorale, ma un percorso per la cittadinanza degli immigrati che arricchiscono il nostro paese. Io non metterò al bando un’intera religione, per battere il terrorismo lavorerò coi nostri alleati”.

E ancora su Trump. “Abbiamo sbagliato a sottovalutarlo, a ridere delle sue sparate. Uno che insulta donne e stranieri, che umilia i disabili, che aggredisce un giudice, è un bullo al quale bisogna opporsi. Qualcuno si è illuso che fosse solo spettacolo, e ha pensato che prima o poi sarebbe venuto fuori un altro Trump. Non esiste un altro Trump”. L’America e il mondo sarebbero in pericolo, “se l’arma nucleare finisse nelle mani di un uomo che può essere provocato con un semplice messaggio su Twitter, uno che ha perso le staffe per qualche domanda di una giornalista”. E se alla sicurezza degli americani crediamo sul serio, “non possiamo eleggere uno che è al soldo della lobby delle armi”.

I ringraziamenti a Sanders

Non mancano i ringraziamenti a Bernie Sanders, il senatore del Vermont che ha perso le primarie dei democratici lasciando il posto a Hillary. Di lui Hillary ha apprezzato e ricordato la politica di giustizia sociale e il concetto di eguaglianza lanciato dallo stesso Sanders.

La continuità con Obama

E mentre Obama ha consacrato la signora Clinton ufficialmente alla candidatura per la presidenza Americana, dichiarando senza dubbi “ E’ lei la donna giusta, il candidato ideale”, lei nel discorso di Filadelfia ricorda la presidenza Obama e in totale sintonia afferma: ci ha salvato dalla più grave crisi economica dopo la Grande Depressione degli anni Trenta, sotto di lui sono stati creati 15 milioni di posti”.

Strategie e il piano della Clinton

Giustizia sociale, piú posti di lavoro, aumento del salario minimo, piano di investimenti e riforma sanitaria. Strizza l’occhio a Bernie Sanders il programma della Clinton: no a trattati di libero scambio “iniqui”, università gratuita per gli studenti meno abbienti, sovratasse sui ricchi, una stangata fiscale sulle multinazionali che delocalizzano, un giro di vite contro Wall Street. “Troppo denaro alla politica” dice la Clinton. “Non mi soddisfa lo status quo, da presidente mi batterò per creare più posti di lavoro, meglio pagati, perché tutti abbiano le opportunità che meritano. Mi dedicherò ai dimenticati, a quelli che non hanno visto i frutti della crescita, agli operai delle fabbriche chiuse e delocalizzate, a chi si sente abbandonato”. Promette, nei suoi primi 100 giorni alla Casa Bianca, “il più grande programma di investimenti per l’occupazione mai varato dalla seconda guerra mondiale”.

Ultimi Sondaggi

Prima della convention dei repubbblicani, Clinton e Trump viaggiavano in un quasi pareggio nei sondaggi. Ora, a causa delle ripetute gaffes di Donald Trump, l’ultima in ordine di tempo con la famiglia musulmana del soldato morto in Iraq, il distacco si è accentuato di quasi sei punti a favore di Clinton.
Alla Clinton spetta un compito difficile: conquistare l’elettorato giovane di Bernie Sanders. Quello che si infiammava al suono di eguaglianza, giustizia sociale. E conquistare gli indecisi.

Quelli che votano contro l’establishment e contro una casta politica di cui Hillary è simbolo. Sarà una battaglia dura, quella che porterà all’elezione del prossimo inquilino della Casa Bianca. Una lotta in cui non saranno risparmiate accuse, battute al vetriolo e gaffes. Intanto queste primarie appena concluse sono passate alla storia per essere le piu’ bizarre, divertenti e a tratti paradossali della storia Americana.

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