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Clinton presidente? La poltrona non è scontata. Tutti i motivi

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L’incubo Sanders  gli attacchi continui di Trumph non rendono facile la corsa alla presidenza degli Stati Uniti alla Clinton, vediamo quante possibilità ha oggi Hillary di arrivare alla Casa Bianca.

Clinton

Agguerrita, mai stanca, sempre all’attacco e pronta a difendersi. Hillary Clinton si prepara alla grande sfida di martedi 7 Giugno, quando a votare è uno stato importante come la California, con il suo piglio deciso e anche un pò arrogante.

“Donald Trump non è adatto a fare il presidente di un paese importante come gli Stati Uniti”, ha tuonato lei la scorsa settimana dalla platea di San Diego.

Ma intanto la corsa verso la Casa Bianca per Hillary Clinton non è senza ostacoli. Da un lato c’è lui, Donald Trump, ribattezzato “The Donald”, forte della sua imminente nomination, che non perde mai occasione per attaccare la Clinton in uno dei tempi più vulnerabili:la credibilità.

La vicenda si fa ancora piú complicata perchè a mettersi di mezzo è l’ispettore speciale del Dipartimento di Stato che, nei giorni scorsi, ha bacchettato Hillary per aver violato le regole usando un server privato per la sua corrispondenza ufficiale e riservata. Una vicenda che sin dall’inizio ha rappresentato il tallone di Achille della Clinton, da lei prima negata e poi ammessa supportata dalla sua tesi che comunque non c’era violazione alcuna e che le era concesso.

Una storia che gli avversari non esitano ad usare come strumento potente per attaccarla. Stampa inclusa.

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“Crooked Hillary”, Hillary la disonesta, l’aveva soprannominata Trump. Tuona anche il Wall Street Journal, che in un recente articolo (State Department Watchdog Chastises Clinton On Email) riporta alla luce la storia dell’uso dell’account privato da parte della Clinton.

Ma la vulnerabilità di Clinton non è solo limitata alla vicenda “email gate” ma anche alla forza del suo elettorato.

Ormai è un dato scontato che i giovani preferiscono a lei,  simbolo indiscusso dell’establishment, il senatore del Vermont, Bernie Sanders. A stupire è anche la percentuale, bassa (circa il 28%) dei militari che voterebbero Clinton.

Proprio lei che fa della politica estera il suo punto di forza.

Quando mancano soltanto due Primarie importanti, in New Jersey e in California, Hillary Clinton è ormai a  92 delegati (2.291 sui 2,383 necessari) dalla “nomination” includendo i superdelegati, i mandarini del partito Dem che si sono dichiarati per lei. Numeri che la incoronerebbero senza alcuna difficoltà. Anche escludendoli, il vantaggio della signora sul “Grinta” del Vermont che non molla è di 289 delegati e la vittoria di lui in Oregon martedì 17 Maggio e quella di lei, striminzitissima, in Kentucky ha aumentato il vantaggio di Hillary.

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Resta peró il fattore Bernie da non sottovalutare nelle primarie della California, lo stato piu’ progressista e alternativo degli Stati Uniti.

Quel pezzo di America da dove è partita la rivoluzione del 68’, il movimento hippie, dove ancora oggi nascono frange alternative, pacifiste e sensibili a certe tematiche. Qui fa presa Bernie Sanders che altrove sembra agitare lo spettro socialista. Una corsa verso la Casa Bianca che potrebbe riservare ancora molte sorprese .

 

 

 

 

 

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