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Midterm Usa, cosa è successo veramente tra la vittoria dei democratici alla camera e il senato ai repubblicani. Dagli Stati Uniti ecco com’è la situazione in America in questo momento e cosa succede dopo.

Donald Trump l’ha ribattezzata “Big Victory”, la grande vittoria, quest’ultima tornata elettorale che ha portato al rinnovo di 435 membri della Camera, 35 senatori e 36 governatori.

Schiacciante infatti la vittoria dei Repubblicani al Senato , dove guadagnano due seggi (51 in tutto) rispetto a due anni fa mentre la Camera torna in mano, dopo otto anni,  ai democratici con 220 seggi.

Midterm Usa 2018

Sono invece 22 i governatori democratici (7 in più) e 25 quelli repubblicani che hanno perso sette seggi.

Un paese spaccato in due, che ha lasciato delusi molti democratici che si aspettavano l’attesa e travolgente “onda blu” che non c’è stata, nonostante la Camera sia passata in mano al partito democratico.

Risultato prevedibile per certi versi, visto che la conquista el Senato, ha per tradizione un elettorato piu’conservatore e  meno giovane.

Queste elezioni Midterm 2018, passano però alla storia come quelle che hanno portato alla vittoria oltre 100 donne al Congresso (numero storico), eletto donne musulmane, native americane e il primo governatore gay.

Midterm Usa: la carica delle donne

A due anni dalla storica marcia delle donne  a Washington, su 964 candidati, 272 sono state donne. Soltanto il 58% è la percentuale dei candidati uomini e bianchi,  la più bassa degli ultimi quattro anni, Il giorno dopo le elezioni Midterm, saranno oltre 100 le donne ad occupare gli scranni del Congresso.

La carica delle donne si registra in casa del partito democratico: 428 candidate blu contro 162 in casa repubblicana.

A fare da apripista mediatica, durante le primarie del partito democratico, è la giovane Alexandria-Ocasio-Cortex, eletta a pieni voti membro della Camera tra le fila del partito democratico. Nativa del Bronx, mamma portoricana,   Alexia è cresciuta sotto l’ala di Bernie Sanders, allora candidato alle presidenziali 2016 e oggi confermato senatore del Vermont. Si definisce socialista e, con i suoi 29 anni, è la più giovane parlamentare, insieme alla meno mediatica Abby Finkenauer, neoeletta in Iowa.

Come ampiamente previsto, nel 12esimo distretto della California è stata rieletta la Democratica Nancy Pelosi, ex speaker della Camera che probabilmente verrà nuovamente nominata per l’incarico.

Altra conferma per la democratica Elizabeth Warren, senatrice del Vermont, papabile candidata presidenziale nelle prossime elezioni del 2020.

Le elezioni della diversità

Il fattore diversità è stato tra quelli che ha dominato in queste ultime elezioni. Sono state in tutto 411 le candidate donne di colore e lgbt, 216 di colore, ispanici, asiatici, nativi americani, 26 si sono identificati come gay, bisessuali, transgender.

E’ Ilhan Omar, rifugiata somala, la prima donna musulmana eletta al Congresso in Minnesota . Insime a lei,  Rashida Tlaib, che occupa il seggio del Michigan.

Ayanna Pressley  è la prima donna di colore eletta nello stato del Massachusetts  mentre Sharice Davids ha sconfitto un repubblicano in Kansas e Deb Haaland l’ha spuntata in New Mexico, diventando la prima donna native americana eletta in Congresso.

Sul fronte repubblicano, Marsha Blackburn,  è la prima donna senatrice del suo stato , il Tennessee.

Altro dato storico è quello di Jared Polis, eletto il primo governatore apertamente gay in Colorado.

Le mancate rivoluzioni di queste Midterm

E’ stato ribattezzato “l’Obama bianco”, l’astro nascente del partito. Lui, Beto O’Rourke, candidato governatore del Texas, stato roccaforte inespugnabile del partito repubblicano, ha fatto sognare in una corsa al fotofisish con il candidato  repubblicano, mancando la vittoria  per un soffio.

Altra sfida che avrebbe potuto innescare l’ “onda blu” è quella della Florida, seconda roccaforte repubblicano nonchè uno stato decisivo per cambiare le sorti elettorali del paese.

Nel Sunshine state, il giovane Andrew Gillum, in quota democratica, non è riuscito a strappare per una manciata di voti il seggio di governatore al conservatore Ron De Santis.

Altra sfida che sarebbe finite nelle pagine di storia ,è stata quella che si è tenuta nello stato della Georgia.

La candidata di colore Stacey Abrams, per cui si è spesa l’ influentissima Oprah Winfrey, e che ha infiammato gli animi con un discorso commovente, sarebbe potuta essere la prima donna americana  di colore eletta alla carica di governatore, ma nella sfida è stata battuta dal repubblicano Brian Kemp.

La California e il fattore C

Il Golden state si conferma ancora  uno stato che lavora sul fronte opposizione contro le politiche di Trump. Lo stato con la quinta economia più potente al mondo, con le sue politiche progressiste, da filo da torcere ai repubblicani. Alla carica di governatore vince il fascinoso e controverso Gavin Newson, ex sindaco di San Francisco e il partito democratico fa incetta di voti e cariche.

Il dopo Midterm

Ora l’America, spaccata in due, si prepara alle prossime elezioni presidenziali del 2020. Con i democratici  ad avere in mano la Camera, il potere assoluto di Trump  potrebbe subire  una battuta d’arresto  in politica interna, dove i democratici possono frenare la sua agenda legislativa, anche se al presidente  rimangono  pieni poteri in politica estera.

Ora che i democratici hanno preso una nuova energia,  resta da spianare la strada per ricompattare il partito e presentarsi con una leadership forte, quella che attualmente manca.

Molti pensano che i democratici si concentreranno sull’impeachment, mentre occorrerebbe rivedere le fila democratiche e inglobare le spinte piu’ a sinistra che stanno emergendo.

Senza ignorare, una parte del paese che ancora, lo dimostrano questi risultati, rimane fedele a Trump.

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