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Quante sono le donne in Italia nel 2015 e cosa fanno?

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Quante sono le donne in Italia? Qual è il loro reddito, la loro speranza di vita? E come si percepiscono: dichiarano di stare bene o male?

quante sono le donne in italia

Sappiamo abbastanza delle donne in Italia, conosciamo tutti i dati che sono a loro riferibili e che ci permettono di capire un po’ meglio chi sono, cosa fanno, quanto guadagnano, che tipo di vita anno? Le statistiche ci possono dare una mano a rappresentarci al meglio il pianeta in rosa tricolore.

Quante sono le donne in Italia?

Premessa: ovviamente i dati disponibili “sicuri” sono quelli relativi agli anni passati. Nel 2014 in Italia eravamo (cittadini residenti) 60 milioni e 800 mila. Al censimento del 2011 (popolazione totale di 59.464.644 le donne erano 30.713.702. Il rapporto donne uomini è di 52 donne ogni 100 abitanti.

L’andamento della popolazione femminile segue ovviamente quello generale, con un globale invecchiamento, in particolare della popolazione con cittadinanza.

tabella popolazione femminile Italia

In 60 anni la componente delle donne sotto i 14 anni si è dimezzata (da 25,1% a 13,3%). Se nel 1951 le donne tra 15 e 34 erano erano un terzo della popolazione, nel 2009 erano solo il 21.9%.

Globalmente tra il 2001 e il 2011 le donne in Italia sono cresciute di 1,8 milioni ma soprattutto grazie all’immigrazione (le straniere residenti sono passate da 700 mila e 2 milioni e 400 mila, dati rapporto Donne in Italia del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali).

popolazione_femminile italiana

popolazione femminile

Le stime future indicano un’ulteriore diminuzione delle donne con cittadinanza italiana che torneranno a livello del 2001 (28,7 milioni) mentre la presenza di donne straniere aumenterà di un altro milione attestandosi ai 3,5 milioni.
Speranza di vita

Speranza di vita femminile Italia

speranza_di_vita_donne_italia

Tra donne e uomini in Italia passano 5 anni di media di vita in più. Le donne hanno una vita media di 84,9 anni mentre gli uomini di 80,2 (rilevazioni Istat 2014).

Solo due Paesi in Europa hanno un dato più elevato: le francesi hanno una speranza di vita di 85,4 anni mentre quelle spagnole di 85,5 anni.

Le regioni italiane con più alta speranza di vita sono Trentino, Marche, Veneto, Umbria. In coda alla classifica la Campania con 83,2 anni di vita media, oltre un anno e mezzo in meno della media nazionale.

Fecondità ed età media del parto

In Italia si fanno pochi figli. Se nel 1995 si era registrato il tasso più basso (1,19 figli per donna) negli ultimi 10 anni c’è stata una certa ripresa, dovuta in particolare alla maggiore natalità tra le coppie di immigrati. Nel 2014 (dato Istat) il numero dei figli per donna si attesta a 1,39.

L’età media del parto è in costante crescita negli ultimi anni: nel 2013 è di 31,5 anni (2 anni in più rispetto al dato del 1995 e 1 mese in più rispetto all’anno precedente). Le donne del Trentino Alto-Adige sono le più prolifiche d’Italia con 1,65 figli per donna.

Vedi anche: I migliori paesi al mondo dove nascere e partorire.

Percezione della propria salute e benessere

Un dato abbastanza inquietante è quello della percezione soggettiva della propria salute e del proprio benessere. Le donne che dichiarano di stare male nel 2012 sono il 9,4%, quasi il doppio degli uomini (5,8%). E questo in presenza di vita più lunga ma anche di una condizione di salute tendenzialmente migliori (i maschi con patologie croniche gravi sono il 16% mentre le donne il 13,9%).

Certo poi le donne soffrono maggiormente di patologie non letali ma invalidanti (artrosi, osteoporosi ecc.). Passati i 75 anni il 39,8 delle donne ha queste patologie (gli uomini sono il 23,8%).

Lavora solo una donna su due

tasso_occupazione_femminile_europa

Un dato che ci pone in fondo a tutte le classifiche europee è quello dell’occupazione femminile: solo una donna su due lavora (il 46,1%, peggio di noi nel Continente fa solo Malta con il 39,3% delle donne occupate, dati 2010 Eurostat). Tra il 2007 e il 2010 è persino scesa di mezzo punto mentre in Germania saliva di 2 punti.

Le donne laureate italiane che lavorano sono il 71%, un dato tra i più bassi in Europa e sotto del 7% sulla media U.E. Nonostante questo non mancano le donne che perdono il lavoro e creano una loro impresa, come vi abbiamo documentato in tanti mesi su Donne sul web.

Ancora differenze sul reddito

perentuali_coppie_occupazione

Nel 2011 il 45% delle famiglie italiane contavano su almeno due redditi in ingresso, un dato in decisa crescita (era 3 punti percentuali meno nel 2007). Ma l’Italia è la nazione europea con il più elevato dato di coppie dove a lavorare è solo il maschio (37,2%, in Svezia e Danimarca la percentuale è del 12,5% e 11,9%).

Il dato peggiore si riscontra al Sud con solo il 30,5% delle donne occupate (al Nord sono il 56,1%). Gli estremi sono la Campania con il dato peggiore (25,7% di occupate) e l’Emilia-Romagna con il dato migliore (59,9%).

Le pensioni delle donne restano in media più basse come entità: meno di 9 mila euro l’anno mentre per gli uomini siamo a 14.700 euro/anno. Questa è una delle ragioni per cui (dato 2012) le donne rinunciano maggiormente a spese sanitarie necessarie (13,2% le donne, 9,1% gli uomini).

Le donne al di sotto della soglia di povertà sono più numerose degli uomni (19,8 su cento mentre il dato maschile si attesta a 17 su 100, Eurostat/2009). Queste differenze sono ancora più nette se si guarda al dato relativo alle persone che vivono da sole: il 18,2% dei maschi single è a rischio povertà contro il 31,1% delle donne.

tabella rischio povertà per genere

Le differenze di retribuzione sono allo stesso modo corpose: tenendo conto della retribuzione lorda per giornata la donna guadagna, in media, il 71,7% di quanto guadagna un uomo (anno 2009, fonte Inps) con differenze maggiori soprattutto per le operaie rispetto agli operai (67,6%).

Più istruite dei maschi

Anno 2010, dati Istat. Nella fascia di età 15-34 anni le donne con laurea erano il 15,9% (contro il 10% dei maschi), quelle con diploma quinquennale il 42,4% (contor il 40,2 dei maschi). Le capacità di lettura e di riflessione e valutazione di un testo vedono performance migliori delle donne mentre per quanto riguarda quelle matematiche prevalgono ancora i maschi.

Quante sono le donne “di potere”?

Nel 2009 le donne che avevano una qualifica dirigenziale erano solo il 12.9% con picchi negativi in alcuni settori (es. costruzioni 6,9%).

Se si dà un occhio ai Consigli di amministrazione delle società presenti in borsa le donne ivi presenti sono solamente il 7%.

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