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Fare vestiti naturali e rispettare l’ambiente. Intervista a Valeria Doga di ALTA ROSA

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Sono sempre di più le aziende italiane che prendono la strada dell’ecosostenibilità, realizzando prodotti nel pieno rispetto dell’ambiente. C’è chi però ha iniziato prima di altri e ha questo concetto di “rispetto” proprio alla base della propria filosofia aziendale. Intervista a Valeria Doga.

Valeria Doga di ALTA ROSA
Valeria Doga di ALTA ROSA

ALTA ROSA è un’azienda fiorentina di moda eco-friendly, ovvero di capi realizzati a mano, con tessuti naturali e provenienti da coltivazioni biologiche. Alla base della filosofia di questo brand c’è il rispetto del pianeta, ma anche di chi ci vive e della salute di ciascuno di noi. Specializzata in abiti da sposa naturali per”eco wedding”, ALTA ROSA è un’impresa femminile, guidata da tre donne: Gloria Modesti, Gabriella Canugi e Valeria Doga. Abbiamo fatto qualche domanda proprio a quest’ultima sulla loro attività, sulle imprese green, sul rispetto dell’ambiente e sul Made in Italy.

Dopo quasi 10 anni di attività qual è il bilancio di ALTA ROSA?

Sono stati 10 anni di impegno e passione che sono alla base della nostra attività, il bilancio è positivo nonostante le avversità globali.

In che senso possiamo dire che i vestiti ALTA ROSA “rispettano l’ambiente”?

Dalla coltivazione biologica e raccolta della pianta nel rispetto della natura, alla fase della filiera tessile, fino al confezionamento locale/artigianale e alla colorazione a basso impatto ambientale delle materie prime, insomma tutto quello che diventa “vestito” ALTA ROSA è nel rispetto della natura, dell’ambiente e della persona.

Quali sono i tessuti che usate?

In estate prevalentemente canapa e cotone da coltivazione biologica, anche il ramie e il lino sono materie prime ideali per il caldo, d’inverno invece l’alpaca pura e la lana ecologica. nelle mezze stagioni la seta buretta (seta dove non si uccide il bac ) è il filato ideale. Comunque tessuti e filati che per la loro naturale caratteristica sono termoregolatori e traspiranti.

In questi anni avete visto un aumento dell’interesse verso prodotti ecosostenibili come i vostri?

Si avvicinano sempre più persone che hanno interesse a non inquinare, vogliono sapere chi ha prodotto i vestiti, come sono fatti e quali sono le caratteristiche. Sono in aumento le neomamme oppure chi soffre di allergie.

Nell’immaginario comune i prodotti che rispettano l’ambiente sono semplicemente quelli più costosi. Tra i vostri obiettivi futuri c’è quello di produrre vestiti eco-friendly adatti a tutte le tasche?

Non cerchiamo sempre di avere prezzi differenti per dare la possibilità a tutti di comprare qualità e benessere.

adefdoneIMG_0956Quali sono i mercati internazionali dove vendete di più?

Per ora lavoriamo bene con la Germania. Vediamo cosa ci riserva il futuro.

Ci sono dei provvedimenti che il governo non ha preso per salvaguardare il Made in Italy?

La realtà italiana è molto difficile e complicata. Non so se spetta al governo o se sono altre le istituzioni che dovrebbero salvaguardare il Made in Italy, sicuramente non facciamo abbastanza.

In percentuale quanto è importante la bravura nella realizzazione del prodotto e quanto la comunicazione e la vendita?

Oggigiorno la comunicazione è quasi tutto , viviamo di immagini e di sensazioni, si approfondisce poco, e questo fa sì che le persone non capiscono sempre quanta bravura e quanto impegno c’è dietro un manufatto artigianale. Abbiamo iniziato un percorso di personalizzazione e di capi unici dove emerge l’artigianalità del prodotto per sottolineare la differenza con prodotti seriali.

Secondo voi qual è il presente/futuro del Made in Italy?

Il valore aggiunto del Made in Italy non basta più se non si aggiunge il significato autentico di una capacità tutta italiana di creare, produrre e vendere un prodotto unico al mondo.

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